Nulla di fatto

Napolitano si prende una pausa di riflessione, Bersani si fa da parte, il PD contro il "governissimo" (ma promette sostegno al Quirinale): non si vede la fine

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concluso dopo le 19 le consultazioni effettuate oggi con i partiti politici. Al termine delle consultazioni il Quirinale ha fatto sapere che Napolitano intende prendersi “un momento di riflessione”, e quindi non ci saranno novità almeno fino a domani mattina (ma forse anche per un paio di giorni).

Questo secondo giro di consultazioni non ha risolto la situazione bloccata creata dal risultato delle elezioni, con tre partiti di simili dimensioni privi della maggioranza assoluta in entrambe le camere e decisi a non allearsi l’uno con l’altro in modo da risolvere la situazione. Il PdL e la Lega hanno confermato di essere disponibili a un governo di grande coalizione, purché sia politico e non tecnico, e si è detto disposto anche a sostenere Bersani come suo leader. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto ancora per sé il governo ma non ha spiegato né come troverebbe i numeri per la fiducia (è minoranza in entrambe le camere) né soprattutto chi guiderebbe questo governo. Scelta Civica ha chiesto ancora una grande coalizione, mentre SEL ha chiesto un incarico pieno per Bersani, “senza alternative”, opponendosi a qualsiasi governo col PdL.

Le consultazioni più attese erano le ultime della giornata, quelle con il PD, alle quali è andato il vicesegretario Enrico Letta (Bersani era ancora formalmente il presidente pre-incaricato). Letta ha detto che «le contrapposizioni tra forze politiche rendono non idoneo un governissimo tra le forze politiche tradizionali» ma che, rimettendosi a Napolitano con «fiducia piena e profonda gratitudine», «non mancherà» il sostegno del PD alle sue decisioni (tra le quali però potrebbe esserci il “governo del presidente”).

Di fatto siamo dove eravamo ieri sera, solo che intanto è stato fatto un secondo giro di consultazioni e difficilmente si può pensare che se ne faccia un terzo. Quindi siamo di nuovo nelle mani di Giorgio Napolitano: secondo la gran parte degli osservatori e della stampa dovrebbe dare un incarico di governo a qualcuno a breve – giovedì il Quirinale ha fatto sapere di voler agire “senza indugio” – ma non è chiaro né chi dovrebbe ottenerlo né, soprattutto, con quale forma di sostegno parlamentare.

foto: Mauro Scrobogna /LaPresse