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  • Martedì 12 marzo 2013

Guida al Conclave

Inizia oggi: a che ora i cardinali si chiuderanno nella Cappella Sistina? Quanto ci metteranno a scegliere il nuovo papa? Con quali regole? E le fumate?

Nel pomeriggio di martedì 12 marzo inizia ufficialmente il Conclave, la riunione dei cardinali elettori che hanno il compito di eleggere il nuovo papa. La sua organizzazione è stata resa necessaria dopo l’annuncio di dimissioni da parte di papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, che ha deciso di lasciare il proprio incarico dopo sette anni e dieci mesi di pontificato. L’elezione del nuovo papa passa attraverso cerimonie e regole molto rigide, stabilite da secoli e di recente integrate e modificate proprio da Benedetto XVI e prima di lui dal suo predecessore papa Giovanni Paolo II.

Messa
Alle 10 del mattino nella basilica di San Pietro viene celebrata la messa “pro eligendo Romano Pontifice”, una cerimonia cui partecipano tutti i cardinali elettori e che dà formalmente inizio ai riti del conclave. La messa è presieduta dal cardinale decano Angelo Sodano ed è concelebrata da tutti i cardinali.

Processione
Alle 16:15 i cardinali elettori si riuniscono nella Cappella Paolina, che si trova nel Palazzo Apostolico della Città del Vaticano a poca distanza dalla Cappella Sistina. Ogni cardinale deve indossare la propria veste rossa, il rocchetto (la sopraveste bianca di solito decorata con pizzo), la mozzetta (cioè la mantellina corta che copre le spalle) e la berretta (il cappello di forma cubica con le tre alette rigide e il fiocco sulla parte superiore). Quando vengono intonate le Litanie dei Santi, i cardinali elettori iniziano la processione, cui partecipa anche un gruppo di persone che poi non voterà per il nuovo papa, e si spostano verso la Cappella Sistina.

Cappella Sistina
Chiusa al pubblico da diversi giorni per i preparativi, la Cappella Sistina è il luogo in cui si effettuano tutte le operazioni di voto legate al Conclave. È uno dei luoghi più conosciuti della Città del Vaticano, risale al quindicesimo secolo e fu affrescata nel Cinquecento da Michelangelo Buonarroti. Nei giorni scorsi è stata controllata e bonificata per eliminare qualsiasi strumento che potesse consentire la comunicazione con l’esterno, e vi sono stati montati all’interno i banchi per ospitare i cardinali elettori e la grande stufa per bruciare i fogli dopo ogni votazione.

Giuramento
Alle 16:30 è previsto l’arrivo dei cardinali elettori nella Sistina. Al cardinale decano, Angelo Sodano, spetta il compito di pronunciare il lungo giuramento in latino, rivisto da papa Giovanni Paolo II nella propria Costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis” del 1996. Giurando, i cardinali si impegnano a rispettare i vincoli della Costituzione, a svolgere fedelmente l’incarico da pontefice nell’interesse della Chiesa e a mantenere il massimo segreto su ciò che avviene durante il Conclave. Successivamente ogni cardinale elettore giura sui quattro Vangeli, chiedendo l’aiuto di Dio per svolgere al meglio il proprio compito.

“Extra omnes”
Terminato il giuramento, monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche del sommo pontefice, pronuncia la locuzione latina “extra omnes”, che significa “fuori tutti”. Sono quindi invitate gentilmente, ma perentoriamente, a uscire tutte le persone che non hanno titolo per partecipare alla votazione. Dopo una meditazione, dalla Sistina escono anche monsignor Marini e l’ecclesiastico che ha partecipato al rito.

Cardinali elettori
A questo punto nella Cappella Sistina rimangono solamente i cardinali elettori, cioè quei cardinali che hanno titolo di eleggere il nuovo papa. All’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI c’erano 207 cardinali in tutto il mondo, ma quelli con un’età uguale o superiore agli 80 anni non possono votare e due hanno deciso di non partecipare. I cardinali elettori sono quindi 115: 28 provengono dall’Italia e 32 dal resto d’Europa; 20 dal Nord America e 13 dal Sud America; 11 dall’Africa e altrettanti dall’Asia e Oceania.

Voto
Un tempo il papa poteva essere eletto anche per acclamazione, ma dalla Costituzione di Giovanni Paolo II l’unico sistema ammesso è per scrutinio. Il nuovo papa per essere tale deve ottenere i due terzi dei voti dei presenti. Ogni scrutinio è diviso in tre fasi e sono previste due votazioni al mattino e due al pomeriggio, tranne che per martedì 12 marzo, per il quale è prevista una sola votazione pomeridiana.

1. Ante-scrutinio: prevede la distribuzione di un massimo di tre schede a ogni cardinale, la scelta di tre scrutatori, di tre revisori e di tre incaricati di raccogliere i voti dei cardinali infermi (se ce ne sono). Su ogni scheda c’è la scritta latina “Eligo in Summum Ponteficem”, sotto la quale va scritto il nome del cardinale che ogni elettore vuole fare diventare papa.

2. Scrutinio vero e proprio: ogni cardinale elettore piega in due la scheda, raggiunge l’altare, pronuncia un nuovo giuramento e lascia la scheda su un piatto, che poi alza per fare scivolare la scheda all’interno dell’urna. Quando hanno votato tutti, gli scrutatori contano le schede per verificare che siano 115 come i cardinali elettori, se così non fosse si procede all’immediato incenerimento delle schede senza effettuare lo spoglio. Due scrutatori leggono il nome su ogni scheda, mentre il terzo lo legge a voce alta e la fora per inserirvi un filo, formando una sorta di collana di schede.

3. Dopo-scrutinio: gli scrutatori fanno il conteggio dei voti e se il quorum dei due terzi non è stato raggiunto si procede immediatamente a una seconda votazione, che avviene più rapidamente perché non devono essere ripetuti il giuramento e la distribuzione degli incarichi per chi si deve occupare di gestire le operazioni di voto. Se il quorum è stato raggiunto, l’elezione del nuovo papa è ritenuta valida. In entrambi i casi, comunque, tutti i documenti prodotti durante le votazioni vengono bruciati.

Fumata
La segretezza del Conclave impone che nulla di tangibile sia lasciato sull’elezione del nuovo papa. Per questo motivo i documenti vengono bruciati in una stufa montata appositamente all’interno della Sistina. Il fumo che esce dal comignolo collocato sul tetto della Cappella è diventato così il primo indicatore per scoprire se i cardinali abbiano scelto o meno il nuovo papa. Una fumata bianca indica che la Chiesa ha eletto il suo nuovo pontefice, una fumata nera che non è stato ancora trovato. Le fumate sono due: una alla fine della mattina intorno alle 12 e l’altra alle 19. Le schede sono quindi bruciate ogni due votazioni. Ci potrebbe però essere una fumata bianca intorno alle 10:30/11:00 o alle 17:30/18:00 nel caso in cui sia eletto il nuovo papa al primo voto della mattina o del pomeriggio.

Durata
Secondo diversi osservatori, il Conclave che inizia martedì 12 marzo non dovrebbe durare molto: da un lato perché i cardinali hanno avuto un mese di tempo dall’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI per confrontarsi e discutere l’elezione, dall’altro perché il calendario liturgico prevede a brevissimo l’arrivo della Pasqua, la festività più importante per la Chiesa e che sarebbe preferibile celebrare con il nuovo pontefice (la Pasqua, inoltre, è il simbolo per eccellenza della rinascita). Se giovedì 14 marzo, dopo una dozzina di votazioni, non sarà stato raggiunto il quorum, i cardinali potranno fare una pausa di un giorno per pregare e colloquiare tra di loro. Al nono giorno, quindi dopo almeno 33 scrutini senza esito positivo, il Conclave procederà al ballottaggio (sempre con la regola del quorum pari a due terzi) tra i due cardinali che hanno ricevuto più consensi.

Papabili
Negli ultimi giorni sono circolati molti nomi sui possibili favoriti al Conclave. Per la successione a Benedetto XVI si è fatto molto il nome Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ma la scelta potrebbe anche ricadere su uno straniero, come vi abbiamo raccontato qui.

Elezione
L’ultima fase del Conclave prevede che venga chiesto al papa neo-eletto: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?”. Ottenuta una risposta positiva, viene poi chiesto al nuovo papa di scegliersi un nome. Solo a questo punto le schede vengono bruciate producendo la fumata bianca, visibile in piazza San Pietro e quindi dai fedeli. Teoricamente qualsiasi cattolico può essere eletto papa, ed è quindi previsto che se l’eletto non fosse vescovo sia subito consacrato. Nella sacrestia della Sistina, il nuovo papa indossa i paramenti bianchi (di solito sono predisposti tre abiti papali di diverse taglie per ogni evenienza) e torna poi nella Cappella per una breve cerimonia con i cardinali che lo hanno eletto. Il Conclave finisce formalmente mentre viene intonato il Te Deum.

Habemus papam
È il momento più conosciuto e atteso dai fedeli dopo l’elezione del nuovo papa. Di solito, grazie alla fumata bianca i fedeli sono a conoscenza dell’arrivo del nuovo pontefice e si raccolgono davanti alla basilica di San Pietro, in attesa che si apra la grande finestra della loggia. Il cardinale protodiacono, attualmente Jean-Louis Pierre Tauran, annuncia ai fedeli “gaudium magnum” (“con grande gioia”) che è stato eletto il nuovo papa. L’annuncio in latino prosegue con la comunicazione del nome dell’eletto e del nome pontificale che ha scelto. Il nuovo papa pronuncia qualche parola ai fedeli, tradizione recente introdotta da Giovanni Paolo II.

In estrema sintesi
Martedì 12 marzo alle 10 i cardinali si riuniscono per un’ultima messa in San Pietro. Alle 16:30 entrano nella Sistina dove prestano giuramento e danno formalmente inizio al Conclave. Per il pomeriggio è prevista una sola votazione che, salvo sorprese, dovrebbe portare a una fumata nera. I cardinali elettori si riuniranno nuovamente a partire dalla mattina di mercoledì 13 marzo, votando due volte al mattino e due volte al pomeriggio. Le fumate saranno a fine mattina (ore 12) e fine pomeriggio (ore 19), o eccezionalmente a metà mattina (ore 10:30) o pomeriggio (17:30) nel caso di elezione. Fumata nera: no papa. Fumata bianca: nuovo papa. Il resto, per chi ci crede, è nelle mani dello Spirito Santo.

foto: AFP PHOTO/OSSERVATORE ROMANO