Non è il sistema elettorale

Lavoce.info spiega che se hai tre partiti col 25% che non si alleano tra di loro, le cose sono complicate con qualunque modo di attribuire i seggi

Già la sera dei risultati elettorali, e anche nei commenti dei giorni dopo, diversi esponenti del Partito Democratico hanno attribuito al sistema elettorale il deludente risultato del loro partito e le difficoltà di formare un governo pur avendo il centrosinistra ottenuto la maggioranza relativa dei voti. Sul sito Lavoce.info Vincenzo Galasso e Salvatore Nunnari fanno un po’ di conti e ipotizzano che i seggi siano assegnati con altri sistemi, per concludere che il problema della governabilità è oggi politico-matematico e non tecnico.

Durante la conferenza stampa post-elettorale, Pier Luigi Bersani ha mestamente constatato che, pur senza vincere, la sua coalizione è arrivata prima, e ha prontamente accusato il sistema elettoraleper l’ingovernabilità del paese. Il Porcellum ha sicuramente molti difetti, ma siamo sicuri che lo stallo in cui versa la situazione politica italiana sia da attribuire a questo (seppur pessimo) sistema elettorale? È vero che un sistema maggioritario avrebbe regalato maggioranze più stabili alla Camera e al Senato?
Evidentemente il premio di maggioranza su base nazionale previsto dal Porcellum per la Camera premia la governabilità, poiché consente alla coalizione che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti di godere della maggioranza assoluta dei seggi. In queste elezioni, uno scarto di soli 124mila voti favorisce il centrosinistra, che si vede assegnare ben 216 seggi più del centro destra (340 a 124 nel collegio unico nazionale che non comprende la Valle D’Aosta e la circoscrizione Estero). Questo forte elemento di dis-proporzionalità, che consente di ottenere la governabilità alla Camera, è tuttavia discutibile, perché da un lato non garantisce la rappresentatività tipica dei sistemi proporzionali, e dall’altro non introduce quell’elemento di concorrenza elettorale che può spingere i partiti a competere sulla qualità dei politici, selezionando i candidati migliori.
Dunque Bersani si riferiva al sistema elettorale in vigore al Senato, con il premio di maggioranza attributo a livello regionale, che ci ha consegnato un’assemblea divisa in quattro partiti (o coalizioni), nessuno dei quali gode della maggioranza assoluta, e con difficili coalizioni all’orizzonte. Ma siamo sicuri che altri sistemi elettorali – al di là ovviamente del sistema già in vigore alla Camera – avrebbero consentito una maggiore governabilità al Senato?

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