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  • martedì 12 febbraio 2013

Una vita da Paul Gascoigne

Uno dei calciatori più talentuosi degli ultimi vent'anni da domenica è di nuovo ricoverato: le foto e la sua storia, molto movimentata

di Francesco Marinelli – @frankmarinelli

Martedì 5 febbraio l’ex calciatore inglese Paul Gascoigne è stato ricoverato per dipendenza da alcol in una clinica di Cottonwood, in Arizona, negli Stati Uniti. Domenica 10, a causa del programma intensivo di disintossicazione, Paul Gascoigne ha avuto una crisi cardiocircolatoria e per questo è stato trasferito in un ospedale di Tucson, dove da allora è ricoverato in terapia intensiva. Paul Gascoigne è stato uno dei più forti giocatori inglesi degli anni Ottanta e Novanta, guadagnando notorietà sia per la sua attività di calciatore sia per la sua movimentatissima vita privata e la sua dipendenza da alcol e droghe.

Gascoigne era stato ricoverato nella clinica di Cottonwood grazie all’aiuto di alcuni suoi amici che gli hanno pagato le cure, non essendo lui in grado di permettersele: lo stesso problema si sta ripresentando ora, dato che i trattamenti della struttura in cui si trova costano molto. Negli ultimi anni Gascoigne è stato ricoverato per 13 volte: riabilitazioni, ospedali e case di cura sono da tempo una presenza costante della sua vita. L’ultimo ricovero è stato deciso dopo che il 3 febbraio, durante una serata di beneficenza a Northampton, nel nord dell’Inghilterra, era apparso visibilmente ubriaco.

Paul John Gascoigne, soprannominato Gazza, è nato a Gateshead il 27 maggio 1967. Ha iniziato a giocare nelle giovanili del Newcastle nel 1983, esordendo in prima squadra nel 1985 e mostrando subito di essere molto bravo: Alex Ferguson, l’allenatore del Manchester United, iniziò a interessarsi di lui e lo definì “il giovane più promettente d’Inghilterra”. Sia il Manchester United che il Tottenham contrattarono con il Newcastle, Gascoigne accettò verbalmente di firmare un contratto con il Manchester United, Ferguson a fine stagione andò in vacanza sicuro di averlo comprato. Alla fine, invece, Gascoigne scelse il Tottenham e la nuova società gli comprò anche una casa per i suoi genitori, perché gli stessero vicini. Anni dopo molti dissero che se avesse accettato di andare a Manchester, con la guida di Alex Ferguson, considerato il miglior allenatore vivente, la sua carriera sarebbe stata migliore e forse anche la sua salute. «Ancora oggi mi rammarico di non aver avuto l’opportunità di aiutarlo a tirar fuori del tutto le sue qualità», ha scritto Ferguson nella sua autobiografia.

Nel 1988, alla prima stagione nel Tottenham, Gascoigne vinse il suo primo trofeo e ed esordì con la nazionale inglese. Alla fine degli anni Ottanta era già apprezzato in tutto il mondo, soprattutto dopo la partecipazione ai mondiali di Italia 90. Proprio nella semifinale di quel mondiale, persa contro la Germania, oltre alle sue doti tecniche venne fuori anche un pezzo del suo carattere, spontaneo e infantile. In quella partita Gascoigne venne preso di mira dai giocatori avversari e subì parecchi falli duri. Poi toccò a lui: dopo aver scartato tre giocatori di fila si allungò il pallone, perdendolo, e per cercare di recuperarlo entrò in scivolata su Thomas Berthold e fu ammonito. Per Gascoigne era il secondo cartellino giallo del torneo, che significava la squalifica: niente finale, se l’Inghilterra avesse vinto.

Dopo aver realizzato cosa comportasse quel cartellino giallo, Gascoigne iniziò a piangere in campo. Continuò anche dopo la sconfitta ai rigori, mentre i compagni cercavano di consolarlo. Secondo molti è stato in quel momento che Gascoigne conquistò i tifosi inglesi. Dopo aver perso quella partita la squadra tornò in Inghilterra. Ad attendere i giocatori all’aeroporto c’erano centomila persone, tantissime, soprattutto per Gascoigne: un tifoso gli regalò un mezzo busto di plastica di una donna nuda e lui, subito, lo indossò, facendosi fotografare.

In un’altra occasione, quando aveva 16 anni ed era ancora nelle giovanili del Newcastle, Gascoigne prese dallo spogliatoio, “in prestito”, gli scarpini di Kevin Keegan, altro grande ex calciatore inglese e suo idolo. Voleva farli vedere ai suoi compagni e se li portò a scuola. Tornando a casa ne dimenticò uno sull’autobus: anche in quell’occasione scoppiò a piangere e passò tutta la notte, insieme a suo padre, nella stazione degli autobus sperando di ritrovarlo.

Alcuni amici hanno raccontato che già all’inizio della sua carriera Paul Gascoigne, nonostante fosse formidabile in campo, aveva mostrato spesso dei comportamenti e reazioni molto strani. Lui stesso raccontò varie volte di alcuni fatti che gli sconvolsero l’adolescenza: come la volta in cui il fratello di un suo caro amico venne investito da un’auto proprio davanti a lui e, nell’anno successivo, quando un altro suo caro amico morì in un incidente stradale. Gascoigne diceva di sentirsi responsabile della morte di entrambi: a 17 anni iniziò ad avere alcuni tic nervosi, che non riuscì a gestire neanche successivamente. Inoltre, Gascoigne era sempre preoccupato per il suo peso: da una parte mangiava e beveva compulsivamente, dall’altra temeva che ingrassare potesse compromettere la sua carriera.

Nel 1992 fu acquistato dalla Lazio per 26 miliardi di lire, nonostante si fosse infortunato gravemente qualche mese prima nella finale di Coppa d’Inghilterra. Circolavano molte perplessità sul suo conto, sia per le sue condizione fisiche che per il suo stile di vita. Restò alla Lazio per tre anni: non fece sfracelli e segnò in tutto 6 gol ma uno di questi fu indimenticabile: il gol del pareggio nel derby contro la Roma, all’ultimo minuto, nella sua prima stagione in Italia. E anche in quell’occasione pianse, per la gioia.

Più complicato era invece il suo rapporto con la stampa italiana, con cui Gascoigne ebbe parecchi problemi da subito. Durante una partita contro la Juventus, Gascoigne si trovava in tribuna a causa di un infortunio: i giornalisti andarono verso di lui per intervistarlo in diretta. Gascoigne non rispose alle domande e ruttò davanti alle telecamere. Il giorno dopo l’immagine era su tutti i giornali e di quel rutto si discusse anche in Parlamento.

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