Quanto costa il Quirinale

È stato pubblicato il bilancio per il 2013, per la prima volta online, accompagnato da una "nota illustrativa"

Sabato 2 febbraio, il Quirinale ha pubblicato, per la prima volta online, il bilancio di previsione del 2013, che coincide in parte con l’ultimo anno di presidenza di Giorgio Napolitano. Donato Marra, il segretario generale del Quirinale, ha spiegato in un comunicato che la cifra complessiva sarà sullo stesso livello degli ultimi tre anni: «una dotazione a carico del bilancio di 228 milioni di euro». Come annunciato da Napolitano in più occasioni, c’è stato un contenimento della spesa, negli ultimi sei anni, di circa 67,9 milioni di euro. Anche il numero del personale è diminuito: in tutto i dipendenti del Quirinale sono oggi 1720, mentre nel 2006 erano 2181. Si stima invece per le pensioni un costo di 153,2 milioni di euro.

Nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2013.

1. La dotazione a carico del bilancio dello Stato
Il bilancio di previsione per il 2013 dell’Amministrazione della Presidenza della Repubblica, ultimo del settennato del Presidente Giorgio Napolitano, conferma una dotazione a carico del bilancio dello Stato di 228 milioni di euro, pari a quella degli anni 2010, 2011 e 2012, già in calo di 3.217.000 euro rispetto al 2009. Il livello attuale della dotazione resta quindi su un livello sostanzialmente analogo a quello del 2008, a fronte di un’inflazione che rispetto ad allora ha raggiunto al 31.12.2012 la misura complessiva del 10,6 per cento in base all’indice dei prezzi al consumo.
In attuazione degli impegni assunti, alla presente nota viene allegato per la prima volta anche il documento analitico di bilancio, completando così l’operazione di pubblicità e trasparenza avviata dal Presidente Napolitano fin dall’inizio del mandato.

2. Le misure di riduzione della spesa
Le più significative misure di riorganizzazione e razionalizzazione amministrativa assunte nel corso del settennato, che hanno reso possibile il contenimento dell’importo della dotazione ai livelli di cinque anni fa, sono state ampiamente illustrate nelle note degli scorsi anni, cui si rimanda per brevità. Tra le novità intervenute nell’ultimo anno, deve essere in particolare sottolineato che, dopo la riforma delle pensioni di anzianità approvata nel 2011, è stato approvato il decreto per la estensione a tutto il personale di ruolo, a decorrere dal 1° gennaio 2012, del regime previdenziale contributivo, con contestuale incremento dei contributi a carico dei lavoratori, completando così la riforma del sistema pensionistico.

3. Situazione del personale
Dopo i significativi ridimensionamenti conseguiti negli anni precedenti, nel corso del
2012 si è avuta una ulteriore riduzione di 24 unità del personale di ruolo (da 823 a 799) mentre è rimasto sostanzialmente stabile (da 103 a 102 unità) l’ammontare del personale comandato e a contratto, il cui rapporto di collaborazione fiduciaria si concluderà alla scadenza del settennato. Anche la consistenza del personale militare e delle forze di Polizia distaccato per esigenze di sicurezza – che, come è noto, viene determinata sulla base di intese con la Sovraintendenza centrale dei Servizi di sicurezza e con le Amministrazioni interessate – si è ridotta nel corso del 2012 di 42 unità, passando da 861 a 819. Al riguardo sono state avviate iniziative per una revisione organizzativa dei servizi e conseguente ulteriore riduzione del personale distaccato e della spesa per il comparto sicurezza, per altro già ridotta a circa il 6 per cento della spesa complessiva (vedi il paragrafo 6).

Il personale complessivamente a disposizione dell’Amministrazione si è pertanto ridotto – dal 31 dicembre 2006, anno d’inizio del settennato, al 31 dicembre 2012 – di ben 461 unità, passando da 2181 a 1720. Deve per altro osservarsi che la spesa per le 819 unità della sicurezza, per altro già ridotta a circa il 6 per cento della spesa complessiva (anche a causa della riduzione del personale in servizio per effetto del blocco del turn over, paragrafo 6).

Il personale complessivamente a disposizione dell’Amministrazione si è pertanto ridotto – dal 31 dicembre 2006, anno d’inizio del settennato, al 31 dicembre 2012 – di ben 461 unità, passando da 2181 a 1720. Deve per altro osservarsi che la spesa per le 819 unità del personale distaccato per esigenze di sicurezza grava, in misura largamente prevalente, sulle amministrazioni di appartenenza.
Con particolare riguardo al personale di ruolo – che allo stato registra 344 unità in meno rispetto alla pianta organica approvata nel luglio 2005 – si sono accentuate alcune sofferenze nelle varie carriere in cui è articolato il Segretariato Generale. Quelle relative al profilo professionale di ragioniere sono state fronteggiate con l’immissione in ruolo, nell’ambito della carriera di concetto, di sei ragionieri a seguito della positiva conclusione del concorso pubblico bandito a fine 2010. Resta l’esigenza di procedere all’organizzazione di specifiche prove concorsuali per un limitato numero di posti delle qualifiche più elevate, al fine di contenere gli effetti negativi del progressivo depauperamento e invecchiamento delle risorse umane disponibili, conseguenti ai collocamenti in quiescenza e al blocco del turn over.
Per far fronte ai fabbisogni più urgenti manifestatisi nell’ambito delle carriere esecutive e ausiliarie si è ritenuto, per ragioni di trasparenza, di attingere a idonei di graduatorie di pubblici concorsi effettuati da altre Amministrazioni, fermo restando l’intendimento di procedere ad autonome procedure concorsuali pubbliche anche per queste categorie di personale.

4. L’andamento della spesa
La spesa complessiva prevista, al netto degli effetti meramente contabili delle partite di giro, dei fondi di riserva e della restituzione di 4.251.000 euro al Ministero dell’economia e delle finanze (che risulta ridotto rispetto ai 5.016.000 euro previsti per il 2012 dovendo scontare gli effetti della sentenza n. 223/2012 della Corte costituzionale), ammonta a 243,6 milioni di euro (234,2 milioni al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale, come si è detto incrementate rispetto al 2012), con un calo di quasi due milioni di euro rispetto sia al dato del bilancio assestato 2012 sia al dato dell’iniziale bilancio di previsione dello stesso anno. L’eccedenza di spesa rispetto all’ammontare della dotazione è fronteggiata, oltre che con entrate proprie – tra le quali in particolare il suindicato gettito delle ritenute previdenziali – attraverso la utilizzazione della parte ancora disponibile delle economie realizzate nel corso del settennato (vedi il successivo paragrafo 5).

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