• Cultura
  • mercoledì 30 gennaio 2013

Fotografie senza soggetto

Michael Somoroff rimuove con Photoshop i protagonisti di uno tra i lavori più importanti della storia della fotografia: Uomini del XX secolo di August Sander

La mostra Absence of subject, che sarà inaugurata il 31 gennaio alla Fondazione stelline di Milano, mette in relazione due opere fotografiche: la prima potrebbe essere considerata uno dei lavori più importanti mai stati realizzati, Menschen des 20 Jahrhunderts (Uomini del Ventesimo Secolo), del fotografo tedesco August Sander, e il progetto fotografico e video del fotografo statunitense Michael Somoroff, da sempre interessato alla sperimentazione, alle teorie sui linguaggi e alla psicologia.

August Sander iniziò a lavorare su Uomini del Ventesimo Secolo nella Germania degli anni Venti, durante la Repubblica di Weimar, con l’intento di raccontare la società tedesca del suo tempo. La documentazione è metodica e precisa: la società, pensata come un mosaico, viene divisa dal fotografo in “tipi” determinati dalla classe sociale, dall’ambiente, dal lavoro. I Contadini, i Commercianti, le Donne, Classi e Professioni, gli Artisti, le Città e gli Ultimi sono le sette sezioni dell’opera e rappresentano i campioni raccolti dal fotografo nella sua ricerca. Le fotografie cercano di essere nitide e coerenti: i soggetti sono sempre frontali, le fotografie li ritraggono inseriti nei luoghi che li rappresentano, gli indumenti che indossano parlano molto di loro. La mappa di Sander rappresenta un documento fondamentale per comprendere la Germania poco prima dell’ascesa del nazismo: il suo modo di lavorare, così limpido, fu infatti ostacolato, e in parte distrutto, da chi leggeva nelle sue immagini troppa chiarezza. Intorno agli uomini del Ventesimo secolo una cornice di contesto fa intuire dove si trovano, che ruolo hanno nella società, come sono gli ambienti in cui vivono: al chiuso, all’aperto, sul luogo di lavoro, in una strada, in un giardino.

Proprio su questo ambiente, appena accennato ma fondamentale ai fini di un racconto completo, lavora Michael Somoroff, che rimuove con un intervento digitale la figura umana, ricostruendo interamente gli sfondi e facendoci riflettere sull’importanza della relazione uomo-ambiente data da Sander nel suo mastodontico progetto. La mostra, che mette in relazione queste due opere, è curata da Diana Edkins, curatrice e storica della fotografia statunitense, promossa dalla Fondazione Stelline, presenta 40 opere di Sander, tratte dalla celebre serie Uomini del Ventesimo Secolo, e 40 fotografie di Somoroff accompagnate da sei video.

foto: Pasticciere, 1928 © August Sander; Pasticciere, 2007 © Michael Somoroff

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