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  • venerdì 25 gennaio 2013

La Russia contro la “propaganda gay”

La Duma ha approvato in prima lettura una legge che vieta la "promozione" dell'omosessualità tra i minori: di fatto rende illegale qualsiasi manifestazione o azione pubblica

I deputati della Duma, la camera bassa del parlamento russo, hanno approvato oggi in prima lettura un progetto di legge che vieta la “promozione” dell’omosessualità tra i minori e che di fatto vieta e prevede sanzioni per qualsiasi manifestazione o azione pubblica a favore dei gay. La proposta è passata con 388 voti a favore, uno contrario e un’astensione: deve ora passare all’esame della camera alta del parlamento e poi del presidente Vladimir Putin prima che possa diventare legge.

Leggi simili esistono già in diverse regioni della Russia, dove l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1993, compresa la seconda città più grande del paese, San Pietroburgo. L’anno scorso la Corte di giustizia di Mosca aveva confermato il divieto di cortei e manifestazioni a favore dei gay nella capitale russa, rendendoli proibiti per i prossimi cento anni: la Russia per questo motivo era stata multata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Secondo i promotori della legge la “propaganda omosessuale” si sta rapidamente diffondendo nel paese attraverso i mezzi di comunicazione e le manifestazioni pubbliche, e i bambini sarebbero particolarmente vulnerabili in quanto non possono valutare criticamente “la valanga di propaganda gay che ricade su di loro ogni giorno”. Una ventina di attivisti per i diritti dei gay che protestavano davanti alla Duma sono stati fermati dalla polizia dopo essersi scontrati con un gruppo di cristiani ortodossi favorevoli al disegno di legge.

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