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  • mercoledì 19 Dicembre 2012

Il video dell’aquila che prova a rapire un bambino

È stato caricato ieri su YouTube ed è stato girato in un parco di Montreal, in Canada: ma ci sono dubbi e scetticismi

Aggiornamento, 18.00 – Il video ha superato i 2,7 milioni di visualizzazioni, ma sono cresciuti anche i dubbi sulla sua verosimiglianza. Alcuni sono stati raccolti sul blog di Paolo Attivissimo. Altri, compreso un giudizio degli esperti della società Storyful che lo valutano “un falso”, sono riassunti sul sito di Poynter, una celebre scuola di giornalismo con sede in Florida.

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Ieri è stato caricato su YouTube il video di un’aquila reale che prova a catturare un bambino in un parco di Montréal, nel Canada orientale. Il video è già stato visto circa 450 mila volte.

L’uccello fa un ampio giro circolare sopra il parco, plana per qualche decina di metri, prende il bambino con gli artigli e lo solleva a oltre un metro di altezza, lasciandolo poi cadere, probabilmente perché troppo pesante. Il video è stato ripreso dall’Atlantic, da BuzzFeed e persino dall’agenzia di stampa AFP, che non danno ulteriori informazioni sullo stato di salute del bambino. Ad ogni modo, dal video il bambino non sembra seriamente ferito. A causa delle poche informazioni, alcuni utenti di YouTube hanno sospettato che il video sia un falso: qui ci sono alcune argomentazioni.

Le prede scelte dalle aquile reali cambiano molto a seconda delle disponibilità dell’ambiente e possono andare dalle carcasse di animali e ai piccoli rettili fino ad animali decisamente più grossi. Una delle caratteristiche che rendono l’aquila reale un ottimo predatore, oltre alla velocità e alla grande varietà di strategie di attacco, è la forza degli artigli: grazie ai quali sono in grado di sollevare da terra anche prede con un peso equivalente al loro peso corporeo (normalmente, per un esemplare adulto, tra i 4 e gli 8 chili). Più frequentemente, però, le prede sollevate pesano circa la metà.

Esiste una antica tradizione di racconti su bambini rapiti da aquile, soprattutto nei paesi dell’Europa del Nord: l’Atlantic ricorda un episodio del 1868, quando un bambino fu preso da un cortile nel Tennessee e trasportato per circa tre chilometri prima di essere lasciato andare dall’uccello, spaventato da un colpo di fucile (il bambino era illeso). Circa dieci anni fa, un’aquila calva con un’apertura alare di quasi due metri ferì due adulti e un bambino sulle spiagge del New Hampshire. Si tratta comunque di eventi piuttosto eccezionali, dato che normalmente le aquile reali non attaccano l’uomo. Sono invece ben documentati attacchi a ratti, ricci, volpi, vitelli (specialmente appena nati), pollame e altri uccelli.

L’aquila reale, nome scientifico Aquila chrysaetos, è uno degli uccelli predatori più celebri ed è diffuso in tutto l’emisfero settentrionale. Mentre in Europa è ormai presente soprattutto nelle zone montuose, negli Stati Uniti, specialmente in quelli occidentali, è ancora molto diffusa (anche se negli ultimi anni la popolazione è in declino). Le coppie dell’aquila reale sono molto stabili e tendono a durare anche tutta la vita. Di solito gli uccelli utilizzano sempre lo stesso nido, anno dopo anno.

L’aquila reale è un animale diverso dall’aquila calva o aquila di mare dalla testa bianca, un uccello simile ma di un genere diverso – non appartiene al genere Aquila ma a quello Haliaeetus – che è il simbolo degli USA dalla fine del Settecento.