• Mondo
  • mercoledì 12 Dicembre 2012

Le scuse di Cameron per Pat Finucane

Agenti segreti e poliziotti britannici collaborarono con i terroristi dell'Ulster Defence Association nell'omicidio di un avvocato cattolico nel 1989

Il primo ministro britannico David Cameron ha tenuto un discorso alla Camera dei Comuni in cui ha chiesto ufficialmente scusa alla famiglia di Pat Finucane, un avvocato ucciso a Belfast, in Irlanda del Nord, nel 1989. Cameron ha ammesso che nell’assassinio di Finuncane, realizzato dall’Ulster Defence Association, un’organizzazione terroristica nordirlandese contraria all’indipendenza dal Regno Unito, ci fu un coinvolgimento di poliziotti e soldati.

Cameron ha commentato i risultati di un’inchiesta governativa svolta dall’avvocato Desmond de Silva: ha denunciato uno «scioccante livello di cospirazione» nell’omicidio e una «inaccettabile» cooperazione tra le forze di sicurezza e i terroristi. Ha anche detto che con ogni probabilità è stato un funzionario o più di uno del Royal Ulster Constabulary, la polizia dell’Irlanda del Nord, a proporre Finucane come obiettivo per i terroristi. Cameron però ha negato l’esistenza di un complotto più vasto e di una strategia organizzata per usare i terroristi contro gli irlandesi favorevoli all’indipendenza.

Secondo il rapporto, l’80 per cento delle informazioni riservate possedute dall’Ulster Defence Association proveniva da fonti ufficiali di stato; inoltre negli anni Ottanta gli agenti britannici hanno manipolato i terroristi indirizzandoli su quali persone prendere di mira. L’inchiesta ha stabilito che l’omicidio di Finuncane è stato diretto soprattutto da agenti e informatori del Force Research Unit, servizi segreti dell’esercito britannico, e che la Royal Ulster Constabulary era a conoscenza di due precedenti piani per uccidere Finucane ma non l’aveva avvisato del pericolo. Cameron ha anche riconosciuto la responsabilità della polizia irlandese nell’ostacolare la giustizia sull’omicidio di Finuncane. La vedova di Finucane, Geraldine, ha criticato l’inchiesta, definendola «una vergogna, un tentativo di camuffare le cose, una truffa. Più offensivo di tutto è che il rapporto non dice la verità», sostenendo che «un altro governo britannico ha arrangiato la soppressione della verità sull’omicidio di mio marito». In particolare la famiglia di Finucane, insieme ad associazioni per i diritti umani, chiede l’apertura di un’inchiesta internazionale e indipendente sul caso.

Finucane venne ucciso con 14 colpi di arma da fuoco a quarant’anni mentre stava mangiando nella sua casa a Belfast insieme ai suoi tre figli e alla moglie, che rimase ferita. Proveniva da una famiglia cattolica indipendentista e tre dei suoi cinque fratelli avevano fatto parte dell’IRA, il gruppo terroristico per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord. Suo fratello Seamus era il capo dell’unità occidentale dell’IRA a Belfast, venne arrestato insieme a Bobby Sands – uno dei principali leader dell’indipendenza irlandese – nel 1976 e condannato a 14 anni di carcere. Finucane era diventato famoso per aver vinto cause a difesa dei diritti umani contro il governo britannico. Difese anche importanti esponenti dell’IRA, tra cui lo stesso Bobby Sands. Nel 2004 Ken Barrett dell’Ulster Defence Association si dichiarò colpevole del suo omicidio.

La storia di Bobby Sands

Foto: La famiglia di Pat Finucane: il figlio John, la moglie Geraldine, i figli Katherine e Michael. Londra, 12 dicembre 2012 (Dan Kitwood/Getty Images)