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  • sabato 8 Dicembre 2012

La Corte suprema americana si pronuncerà sui matrimoni gay

Ha accettato di esaminare due ricorsi e per la prima volta nella sua storia si esprimerà sulla questione, finora esclusiva dei singoli stati

Per la prima volta nella sua storia, la Corte suprema degli Stati Uniti ha annunciato ieri che si pronuncerà sulla questione dei matrimoni tra omosessuali. Fino a oggi, infatti, questa materia è stata di competenza esclusiva della legislazione e della giurisdizione dei singoli stati americani.

Questa svolta giuridica nasce dal fatto che la Corte ha accolto due ricorsi in materia, decidendo così di esaminarli e prendere una decisione, che non ci sarà, probabilmente, prima di giugno, dato che le prime audizioni inizieranno a marzo dell’anno prossimo.

Questa presa di posizione della Corte segue l’apertura ai matrimoni tra omosessuali stabilita attraverso alcuni referendum che si sono svolti nello stesso giorno delle elezioni presidenziali, il 6 novembre scorso, negli stati del Maine, del Maryland e nello stato di Washington: sono stati i primi tre stati americani ad approvare la proposta attraverso una consultazione popolare.

I giudici della Corte hanno accolto due ricorsi contro due provvedimenti, uno riferito allo stato della California e l’altro su una legge federale: il primo riguarda una sentenza della Corte d’appello federale di San Francisco che ha stabilito che uno stato non ha il diritto di togliere i diritti acquisiti dalle coppie omosessuali sposate. In California, infatti, una legge del 2008 approvata con referendum, la cosiddetta Proposition 8, aveva vietato il matrimonio tra omosessuali che invece era stato garantito fino a quel momento dalla Corte suprema californiana, facendo così prevalere la legge dello stato sulla sentenza.

L’altro ricorso su cui si è basata la Corte suprema riguarda invece una legge federale, il Defense of Marriage Act, introdotta nel 1996 dall’amministrazione dell’allora presidente democratico Bill Clinton: nella legge si dà una definizione di matrimonio che prevede soltanto l’unione tra uomo e donna. La decisione che dovrà prendere la Corte suprema federale sarà, in sostanza, di stabilire se tra i poteri del Congresso c’è anche quello di togliere alle coppie omosessuali sposate i diritti di cui godono le coppie eterosessuali sposate, tra cui una serie di benefici sanitari, previdenziali e fiscali. Un’altra parte della stessa legge stabilisce poi che gli Stati Uniti non riconoscono i matrimoni tra omosessuali celebrati in altri paesi.

Negli Stati Uniti gli stati in cui il matrimonio gay è legale sono nove, più il District of Columbia: Massachusetts (il primo a legalizzare il matrimonio nel 2004), Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, Maine, Maryland e Washington. Le leggi dei singoli stati sulla questione sono molto diverse: California, Colorado, Delaware, Hawaii, Illinois, Nevada, Oregon, Rhode Island e Wisconsin riconoscono le unioni civili, anche se ogni stato prevede un diverso insieme di diritti e doveri. In New Jersey e Rhode Island le coppie omosessuali non possono sposarsi, ma vengono riconosciuti i matrimoni celebrati negli altri stati.

(I paesi in cui il matrimonio gay è legale)

Il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali rappresenta un tema molto sentito da parte dell’opinione pubblica, con la maggioranza della popolazione che, secondo i sondaggi, è d’accordo con l’autorizzazione legale del matrimonio tra omosessuali. Anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto di appoggiare i matrimoni tra coppie omosessuali, in una dichiarazione storica rilasciata qualche mese fa durante la campagna elettorale: «le persone dello stesso sesso devono avere la possibilità di sposarsi».

La Corte potrebbe anche decidere di mantenere la legge della California che proibisce il matrimonio, nonostante la Corte dello stato lo avesse consentito, oppure potrà stabilire di estendere questo caso ad altri casi e viceversa stabilire che si tratta di una questione interna allo stato o, infine, affrontare la questione con un’ottica più generale e decidere se la Costituzione americana può imporre ai singoli stati di autorizzare i matrimoni tra coppie omosessuali. Al momento uno stato americano non ha l’obbligo di riconoscere a una coppia sposata omosessuale gli stessi diritti giuridici ed economici garantiti a una coppia sposata eterosessuale. Nel caso in cui però il Defense of Marriage Act fosse dichiarato incostituzionale, la legislazione di molti stati potrebbe rapidamente cambiare a favore del riconoscimento delle coppie omosessuali.

Foto: AP Photo/Marcio Jose Sanchez