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  • giovedì 6 Dicembre 2012

“Questa guerra sta sconfinando”

Roberto Saviano sull'assassinio in una scuola materna di Scampia, ieri

Roberto Saviano ha commentato su Repubblica l’assassinio di Luigi Lucenti in un asilo di Scampia, a Napoli, riconducendolo al “riassetto delle piazze di spaccio” dei clan camorristici. E ha ricordato l’importanza di legalizzare le droghe leggere, per togliere alla camorra la principale fonte di finanziamento, e attuare politiche di riforma per riprendersi il territorio controllato dai clan.

Luigi Lucenti aveva 50 anni, precedenti penali per droga e per estorsione. Il suo potere, a Scampia, lo aveva costruito sui “cavalli di ritorno”, ovvero sulla riconsegna ai legittimi proprietari di auto rubate, dietro pagamento di un riscatto. Ma ora pare si stesse occupando di affari molto più importanti per conto degli Abbinate, famiglia da sempre in relazione con i maranesi (i Nuvoletta storica famiglia napoletana legata a Cosa Nostra) e quindi per gli Scissionisti.

Si trattava di riaprire una delle piazze di spaccio tra le più lucrose, chiusa per la massiccia presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Lucenti era sotto casa sua quando è stato inseguito da due sicari a bordo di uno scooter e volto coperto. È fuggito credendo di trovare riparo nel cortile di una scuola materna: forse pensava che chi lo voleva morto non si sarebbe spinto fin lì. Solo tre giorni fa un altro omicidio e anche in quel caso la dinamica è stata tutt’altro che consueta. Il corpo di Mirko Romano è stato trovato sulla superstrada perimetrale di Melito, tant’è che in un primo momento non si era pensato a un agguato di camorra, ma a un incidente stradale. Romano era esponente di punta degli “scissionisti”, quindi due morti dalla stessa parte in pochissimo tempo. Aveva in tasca 3600 euro, al polso un Rolex e addosso un falso documento d’identità: è stato poi riconosciuto dalle impronte digitali. Motivo dell’omicidio, anche in questo caso spaccio, anche in questo caso riassetto delle piazze di spaccio. Sono omicidi di ristrutturazione aziendale. L’impresa del narcotraffico secondiglianese elimina dirigenti e concorrenti.

In questo momento di crisi è fondamentale capire quanto le piazze di spaccio siano tornate a essere centrali per i clan. Sono di nuovo la fonte primaria di ingresso di liquidità nelle casse; liquidità che può essere poi investita altrove. Ecco perché non mi stancherò mai di ripeterlo: parlare di legalizzazione in questo momento non è solo necessario, ma è anche una scelta obbligata per sottrarre alle organizzazioni le fonti primarie di approvvigionamento di denaro.

(continua a leggere su Repubblica.it)