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  • martedì 4 Dicembre 2012

L’assalto al palazzo presidenziale egiziano

Migliaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia che si è ritirata, mentre il presidente Morsi era riunito con i ministri

Migliaia di manifestanti dell’opposizione del governo egiziano hanno assaltato martedì sera sera il palazzo presidenziale, nel quartiere Heliopolis al Cairo, nonostante la polizia abbia cercato di disperdere la folla sparando gas lacrimogeni. All’interno del palazzo si stava svolgendo il Consiglio dei ministri con il presidente Muhammad Morsi che ha lasciato il palazzo insieme a tutti i ministri.

I manifestanti hanno fatto disperdere i poliziotti che proteggevano il palazzo, che si sono ritirati, e hanno scavalcato il filo spinato sistemato intorno al palazzo. Durante gli scontri sono state ferite 18 persone, ma nessuno in maniera grave ha scritto l’agenzia di stampa Mena. Altre manifestazioni si sono tenute a Piazza Tahrir e ad Alessandria d’Egitto. Alcuni giornali egiziani oggi hanno scioperato per contestare le nuove misure sulla stampa contenute nella nuova Costituzione, ritenute molto restrittive per la libertà d’espressione.

Come nei giorni i scorsi i sostenitori dell’opposizione continuano ad accusare il presidente per aver approvato alcuni decreti che gli danno ulteriori poteri e per aver dato ampio potere ai Fratelli Musulmani, il movimento politico-religioso che lo appoggia, nell’elaborare la nuova Costituzione, su cui il presidente ha indetto un referendum popolare per il 15 dicembre prossimo: i Fratelli Musulmani hanno dettato le linee guida e condizionato la maggior parte degli articoli, dandogli un’impronta prevalentemente islamista ispirata alla Sharia, la legge islamica, hanno accusato i partiti d’opposizione.

Foto: GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images