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  • giovedì 22 Novembre 2012

Le foto del censimento in Bolivia

I boliviani sono stati costretti a restare a casa per aspettare i rilevatori e rispondere alle loro domande

Mercoledì le strade delle città boliviane sono rimaste deserte a causa del coprifuoco imposto dal governo di La Paz per poter effettuare il censimento della popolazione. In Bolivia non viene portata a termine una rilevazione demografica dal 2001. Secondo quell’ultimo censimento la Bolivia aveva 8.300.000 abitanti, ma si prevede che la cifra supererà i 10 milioni nel conteggio complessivo di quest’anno.

I governatori dei nove dipartimenti (province) boliviani hanno imposto severe restrizioni alla popolazione per facilitare il compito dei rilevatori volontari dell’INE (Instituto Nacional de Estadísticas), all’opera per determinare il numero esatto di abitanti e le caratteristiche socio-economiche della popolazione.

A tutti i boliviani è stato vietato di lasciare le proprie abitazioni per aspettare l’arrivo degli ispettori e rispondere a una cinquantina di domande. Per chi non avesse rispettato l’obbligo di restare in casa era prevista una sanzione. È stata inoltre proibita la circolazione di veicoli e la vendita di alcolici per tutta la giornata di mercoledì. Queste misure sono state decise anche perché molti indigeni hanno poca fiducia nell’utilità del censimento e poco interesse nel suo successo, per paura di essere sottostimati nel conteggio finale e di vedere tagliati i fondi destinati a loro da parte del governo di La Paz. Nel censimento del 2001, il 62% della popolazione aveva dichiarato un’origine indigena.

Uno dei problemi più grandi riscontrati dai rilevatori è la delimitazione dei confini municipali, che spesso non è stabilita con chiarezza: questo ha causato diversi scontri tra la popolazione e la polizia, dato che molte comunità locali hanno organizzato manifestazioni per rivendicare confini e zone come appartenenti a loro. In alcune località i consigli di quartiere hanno costretto alcuni cittadini a registrarsi nella propria città, minacciando di espropriare i loro terreni, per assicurare in futuro una migliore distribuzione delle risorse in base al numero di abitanti e una migliore rappresentanza politica grazie all’attribuzione dei seggi in Parlamento. Il presidente Evo Morales ha dichiarato che grazie ai risultati finali, che non usciranno prima di sei mesi, si potrà «finalmente pianificare lo sviluppo del popolo boliviano» in base ai suoi bisogni reali.