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  • martedì 6 Novembre 2012

Che cos’è il Molise

Gian Antonio Stella mette insieme dei numeri impressionanti sulla regione e spiega perché Michele Iorio, presidente dal 1998, potrebbe vincere di nuovo

Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi mette insieme una serie impressionante di numeri, dati e storie riguardo il Molise, regione italiana che si appresta a tornare al voto per scegliere il suo presidente e forse a rivotare il precedente, Michele Iorio, di centrodestra, presidente dal 1998. Le ultime elezioni, del 2011, sono state annullate dal Consiglio di Stato per alcuni vizi formali nella presentazione di alcune liste del centrodestra, che avrebbero consentito a Iorio di ottenere quei pochi voti in più rispetto al proprio avversario per vincere.

Il Viceré del Molise ha deciso: non abdica affatto. Vorrà dire che, grazie al centrosinistra spaccato e suicida, dovrà vincere di nuovo le elezioni. Alfano, tutto teso a spazzar via i vecchiumi, plaude: Michele Iorio «ha diritto a candidarsi» per l’ennesima volta «proseguendo così il percorso di rinnovamento». Che avviò come sindaco nel 1980. Quando Angelino aveva i boccoli e le braghette corte.

D’altra parte, il segretario del Pdl è rimasto scottato a casa sua, presentando candidati più o meno «alternativi» che facevano l’occhiolino ai contestatori della vecchia politica, già tre volte: ad Agrigento, a Palermo, alle Regionali siciliane. Basta coi rottamatori, ha pensato. Prima che rottamino lui, meglio l’«usato sicuro». E va detto che dopo l’estinzione degli antichi pachidermi democristiani, non c’è usato sicuro che sia più usato e più sicuro di Michele Iorio.

Sindaco di Isernia per un decennio dal 1980 (l’anno del «Il tempo delle mele», di Bettega capocannoniere, di Toto Cutugno vincitore a Sanremo), assessore e vicepresidente regionale dal 1990 quando a Palazzo Chigi c’era Andreotti e agli Interni Gava, presidente regionale nel 1998 grazie a un ribaltone destrorso contro l’Ulivo nelle cui file era stato eletto consigliere. Di nuovo governatore nel 2001 dopo l’annullamento (vizi di forma nella presentazione delle liste) delle elezioni del 2000 vinte dal centrosinistra, e poi ancora nel 2006 e poi ancora nel 2011. Per non dire delle elezioni prima alla Camera e poi al Senato dove è rimasto per mesi a dispetto di ogni incompatibilità. Insomma, per dirla con Alfano, trentatré anni di poltrone «rinnovate» con incessante e ininterrotto trasporto.

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)

foto: Mauro Scrobogna / LaPresse