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  • domenica 30 Settembre 2012

Due omicidi politici, in Venezuela

Ieri sono stati uccisi due esponenti della coalizione che sostiene Henrique Capriles, il candidato dell'opposizione contro Hugo Chavez

Ieri, in Venezuela, durante una manifestazione a sostegno del candidato dell’opposizione Henrique Capriles alle elezioni presidenziali, sono state uccise due persone. Si tratta di due esponenti politici, sostenitori del candidato di centrodestra Capriles: il primo si chiamava Geison Valero e apparteneva al Movimiento Primero Justicia, un movimento di centrodestra venezuelano fondato all’inizio degli anni Novanta, mentre il secondo, Omar Fernandez, era un indipendente.

La dinamica dei due omicidi non è ancora molto chiara. Un comunicato stampa del movimento di opposizione afferma che i due si stavano dirigendo in macchina verso la città di Barinas, nello stato natale di Hugo Chavez, dove l’opposizione aveva organizzato una manifestazione. Avendo trovato la strada bloccata dai sostenitori di Chavez e non riuscendo a continuare il proprio percorso, i due sarebbero scesi dalla macchina e sarebbero stati colpiti da diversi colpi d’arma da fuoco provenienti da una corriera.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver riconosciuto il furgoncino da cui sono arrivati i colpi che hanno ucciso i due come uno dei furgoncini della compagnia petrolifera nazionale, la Petróleos de Venezuela SA, un dettaglio che però le autorità venezuelane non hanno confermato.

Il duplice omicidio di ieri non è l’unico episodio di violenza che si è verificato durante la campagna elettorale per il voto presidenziale, che si terrà il 7 ottobre prossimo. All’inizio di settembre si sono infatti registrati scontri tra le due fazioni di sostenitori, che si sono lanciati pietre durante una manifestazione di Capriles nella città di Puerto Cabello. Qualche giorno prima, scrive sempre BBC, c’era stata una sparatoria tra due gruppi di sostenitori, in seguito alla quale erano rimaste ferite quattro persone.

Nella foto: il candidato dell’opposizione Henrique Capriles, foto di GERALDO CASO/AFP/GettyImages