• Sport
  • venerdì 28 Settembre 2012

Agassi sul suo ultimo successo, il libro

Ha accettato un'intervista con Emanuela Audisio di Repubblica, ora che Open è in cima alle classifiche italiane

Oggi Repubblica ha pubblicato un’intervista all’ex tennista Andre Agassi di Emanuela Audisio. L’autobiografia di Agassi, Open, è in queste settimane ai primi posti dei libri più venduti in Italia, a 17 mesi dalla sua pubblicazione, nell’aprile 2011: tardivo successo di cui si parla molto.

(Le foto più belle di Andre Agassi)

Nell’intervista, Agassi parla del suo rapporto con l’Italia, del laborioso modo in cui è stato scritto il suo libro («tre anni e otto versioni») e naturalmente della sua vita complicata, in campo e fuori dal campo.

Era il David Bowie della racchetta. Capellone e diverso. Si truccava, si smaltava le unghie, giocava con i pantaloncini jeans, scartati da McEnroe e anche senza mutande (a Parigi). Ora con Open, in Italia, è il caso letterario dell’anno: 130 mila copie vendute (50 mila negli ultimi tre mesi). Aveva la ribattuta più veloce del mondo, ora vince con un’onda lunga e lenta, ma sempre implacabile. Un long-seller, visto che negli Usa l’autobiografia è uscita tre anni fa. Non facevi in tempo a servire, che già ti aggrediva da fondo campo, ora invece ti conquista in 493 pagine, insomma ce ne mette, non ha più fretta. E in un anno è salito in cima. Era il kid di Las Vegas: pazzo, scatenato, eccessivo. Un vandalo, con la racchetta e senza. Sfasciava certezze, veloce come la pallina della roulette. Ciuffo rosa da moicano e orecchino. «Ti vesti da finocchio», gli disse il padre, ex pugile, emigrato dall’Iran. Per Ivan Lendl, che non voleva fargli un complimento: «Un taglio di capelli e un dritto». Per l’Italia era un campione barbaro e viziato, lontano da ogni classicità, uno che faceva ragazzate.

(continua a leggere sulla rassegna stampa Treccani [PDF])

Le prime pagine di Open
Alessandro Baricco su Open

Foto: Mike Stobe/Getty Images for StarGames