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  • sabato 15 Settembre 2012

I 30 anni di USA Today

L'unico giornale "nazionale" americano ha iniziato le pubblicazioni il 15 settembre 1982: per l'anniversario, annuncia cambiamenti

Il 15 settembre 1982 uscì negli Stati Uniti il primo numero di USA Today, che pochi giorni fa ha annunciato anche un redesign della testata. USA Today è un caso molto particolare nel panorama dell’informazione statunitense: con circa 1,8 milioni di copie vendute si contende con il Wall Street Journal il primato della diffusione negli Stati Uniti (il WSJ supera i 2 milioni, contando circa 400.000 abbonati alla versione online), e oltre a questo è di fatto l’unico grande quotidiano non ancorato a una città particolare.

Il suo stile, sottolineato anche nell’articolo del giornale che ha annunciato i cambiamenti, si concentra sul «raccontare le notizie attraverso le immagini» e «aggiungere “voci più forti” alle storie». Al momento del suo lancio, trent’anni fa, venne criticato per la semplicità della scrittura, giudicato eccessiva, e l’uso di grafici e immagini a colori, molto più ampio rispetto agli altri maggiori quotidiani. Le notizie venivano – e vengono – presentate solitamente in modo breve e chiaro, senza molto spazio per le opinioni. Ha sede a McLean, una cittadina della Virginia non lontana da Washington, ed è di proprietà della grande società Gannett, che possiede decine di giornali e televisioni locali.

Tra i cambiamenti, che partiranno gradualmente questo weekend, c’è anche quello del simbolo: è scomparso il mappamondo ed è stato introdotto un grande cerchio di colore diverso a seconda delle sezioni che, secondo la presentazione, sarà «un’infografica» che conterrà un’immagine o una foto per riassumere la notizia del giorno. Il giornale ha detto che aumenterà il numero di inchieste e, sul sito, quello dei video. Il sito e le applicazioni per i dispositivi mobili verranno cambiate per dare più spazio alle immagini.

L’editore è da maggio Larry Kramer, 40 anni, fondatore di MarketWatch e ex direttore di CBS Digital Media, da tempo molto interessato all’evoluzione del giornalismo e all’uso dei dispositivi mobili (temi su cui ha tenuto diverse lezioni in università americane). In un post del suo blog del 2009, dopo l’ennesimo fallimento di un quotidiano statunitense a causa della crisi nel settore, Kramer aveva fatto un’analisi ottimista del futuro e aveva scritto «dimenticatevi dell’industria dei giornali. Lanciamo l’industria delle notizie». Quest’anno è stato cambiato anche il direttore di USA Today, attualmente David Callaway.

Nel quotidiano c’è stata una profonda riorganizzazione circa due anni fa, con il licenziamento di circa 130 persone (più o meno il 9 per cento del personale) e una ristrutturazione interna con lo scopo di investire di più nel settore digitale. La riorganizzazione è venuta dopo alcuni anni di pesante calo delle vendite, che erano circa 2,3 milioni nel 2007 e sono scese a 1,83 milioni nel 2010, stabilizzandosi poi intorno a quella cifra. Tra il 2006 e il 2010, la raccolta pubblicitaria si era dimezzata.

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