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  • lunedì 10 Settembre 2012

L’Afghanistan si riprende il carcere di Bagram

Cioè la contestata struttura oggetto negli anni di denunce su maltrattamenti e abusi, fin qui sotto il controllo statunitense

Oggi le autorità militari statunitensi passeranno a quelle afghane il controllo del Parwan Detention Centre, meglio noto come il carcere di Bagram, che si trova 40 chilometri a nord di Kabul. Nel carcere sono detenuti circa tremila talebani e altri sospetti terroristi. Questo passaggio fa parte di un accordo generale tra i due paesi per il trasferimento del controllo di tutte le carceri afghane alle autorità locali, in previsione del ritiro dall’Afghanistan delle forze della NATO, previsto alla fine del 2014.

I detenuti del carcere sono da oggi sotto la responsabilità dell’Afghanistan, ha fatto sapere il governo. Ma rimangono alcuni problemi, scrive BBC. Gli Stati Uniti hanno confermato che continueranno a mantenere il controllo sui 50 detenuti che non hanno la nazionalità afghana e su quelli più pericolosi che sono stati catturati in battaglia, perché hanno paura che possano fuggire o essere maltrattati dalle autorità locali. Il presidente afghano Karzai ha rivendicato invece il pieno controllo sul carcere per un diritto di sovranità.

Il carcere di Bagram è conosciuto anche come il “Guantanamo dell’Afghanistan”, con riferimento al campo di prigionia di massima sicurezza che si trova all’interno della base americana di Guantanamo, sull’isola di Cuba. Il Parwan Detention Centre è stato costruito nel 2010, mentre prima i detenuti si trovavano all’interno di una delle più grandi basi militari americane.

Nel carcere di Bagram sono stati denunciati negli anni scorsi una serie di abusi sui prigionieri, spesso negati dall’esercito americano. Nel 2005 il New York Times era riuscito ad ottenere una relazione dell’esercito americano sull’omicidio di due civili afghani uccisi nel carcere di Bagram nel 2002, dopo essere stati incatenati e picchiati. Sette soldati americani furono arrestati con l’accusa di omicidio e maltrattamenti.

Oltre che per i maltrattamenti e le umiliazioni dei detenuti, nei mesi scorsi i soldati americani erano stati accusati anche di aver bruciato delle copie del Corano nella base militare di Bagram. C’erano state molte proteste e più di cento persone erano morte negli scontri con la polizia locale: sei soldati statunitensi sono stati condannati con delle sanzioni amministrative, senza l’avvio di un’azione penale.

Foto: il carcere di Bagram, Afghanistan (MASSOUD HOSSAINI/AFP/Getty Images)