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  • giovedì 30 Agosto 2012

Il dissesto finanziario di Alessandria

I conti comunali peggiorano ancora e mancano i soldi per tutto, racconta la Stampa

Oggi, sulla Stampa, Niccolò Zancan racconta la situazione, sempre più grave, dello stato economico del comune di Alessandria. A giugno la Corte dei Conti aveva dichiarato il dissesto finanziario: mancavano 19,5 milioni di euro per pagare i debiti con i fornitori e il personale: da quattro mesi non vengono pagati gli straordinari, né i buoni pasto a settecento dipendenti comunali. Hanno scioperato i dipendenti dei mezzi pubblici (Atm) e quelli della raccolta rifiuti (Amiu). Il conto in banca dell’Amiu, la società che gestisce la raccolta, è stato pignorato, cioè la prima fase di un’espropriazione forzata. L’immondizia marcisce nelle strade e i cittadini protestano davanti alla Prefettura. Alessandria è il primo grande comune italiano a essere stato dichiarato in dissesto finanziario:

Si suda, ecco cos’è il dissesto finanziario. Camicie madide, appiccicate alla schiena, in sala consiliare. Hanno spento i condizionatori per risparmiare sull’elettricità. L’ascensore principale del Municipio è rotto da cinque mesi, ma non ci sono soldi per aggiustarlo.

E poi hanno ritirato 300 telefoni cellulari giudicati inutili. Revocato 6000 permessi per il parcheggio gratuito, che non avevano ragion d’essere. «Risparmi doverosi». «Razionalizzazione». «Folclore». Ma insomma… In questa piccola Grecia che è la città di Alessandria, «il default» morde soprattutto le caviglie dei più deboli.

Da quattro mesi non vengono pagati straordinari e buoni pasto ai settecento dipendenti comunali. Quello che manca, si inventa. Non ci sono neppure i fogli per le fotocopie. «Chiediamo ai cittadini di portare il necessario da casa» dice Rita Zoboli, impiegata dell’ufficio relazioni con il pubblico. Sta fumando una sigaretta in cortile a fine turno, si definisce «l’ultima ruota del carro, impiegata di fascia b». E di quello che sta succedendo qui, nella pianura bollente di fine agosto, fra Milano e il mare, dice: «Sono giorni di profonda amarezza. La città sta guardando in faccia il suo futuro». Mancano soldi. Mancano soldi per tutto.

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Foto: La Presse