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  • martedì 21 Agosto 2012

Rifugiati in ambasciata

Dieci storie di persone che hanno vissuto dentro una sede diplomatica per giorni, mesi, anni e anche decenni, Assange compreso

di Arianna Cavallo

Il 16 agosto il governo dell’Ecuador ha concesso l’asilo diplomatico al fondatore di WikiLeaks Julian Assange, che è rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana a Londra dallo scorso 19 giugno per evitare l’estradizione in Svezia, dov’è accusato di stupro e molestie sessuali. La decisione dell’Ecuador ha provocato le proteste delle autorità svedesi, mentre il Regno Unito ha confermato il “dovere vincolante” di arrestarlo. E quindi Assange per il momento è chiuso nell’ambasciata dell’Ecuador, da cui non può uscire.

Quello di Assange non è il primo caso di personaggi che hanno vissuto a lungo nelle ambasciate straniere, cui è garantita l’extraterritorialità dalla Convenzione di Vienna del 1961. Il caso più celebre è quello del cardinale cattolico ungherese Jozesf Mindszenty, che passò 15 anni nell’ambasciata statunitense a Budapest, ma ci sono altre storie interessanti, alcune terribili, altre affascinanti, altre tutte e due.

Sei miti da sfatare sul caso Assange