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  • mercoledì 8 Agosto 2012

Come funziona la vela

Le cose da sapere per prepararsi alle prossime gare (mancano ancora tre medaglie da assegnare)

Il 5 luglio è uscito, per la casa editrice Isbn Edizioni, Olimpiadi, di David Goldblatt e Johnny Acton. Il libro è un’utile e rapida guida che dedica ogni capitolo a uno o più sport olimpici, spiegandone le regole, la storia e i motivi per cui seguirlo. Di seguito, il capitolo dedicato alla scherma. Su Bookrepublic si può acquistare il libro per intero a 8,99 euro o alcune sue parti a 0,99 centesimi, come quella dedicata alla canoa, canottaggio e vela. Qui invece il capitolo sul sollevamento pesi  e qui quello sulla scherma tratti dal libro.

Oggi alle 14 ci sarà la finale di vela maschile per la categoria 49er, in cui partecipano anche due italiani: Giuseppe Angilella e Gianfranco Sibello. Il programma delle gare più importanti di oggi (e le medaglie via via che arrivano) lo trovate qui

Vela
28 luglio-12 agosto 2012
Olympic Park Handball Arena
Qualificazioni e quarti di finale femminili
Olympic Park Basketball Arena
Quarti di finale maschili, semifinali e finali
Atleti: 336 | Medaglie d’oro in palio: 12

Presenza all’olimpiade
Uomini e donne dal 1900.

Formato olimpico
Nel 2012 ci saranno dieci gare, quattro maschili, quattro femminili e due aperte a entrambi, divise in diverse classi. Uomini e donne gareggeranno separatamente nel windsurf, nel Laser e nel 470. La classe Star è riservata solo agli uomini e la classe Elliott 6 metri solo alle donne. Aperte a entrambi i sessi sono la classe Finn e la classe 49er.

Favoriti
A Pechino 2008 la Gran Bretagna ha dominato il medagliere con quattro ori su undici. Nel 2012 gli equipaggi britannici saranno competitivi in tutte le classi. Altri equipaggi di rilevo sono la coppia olandese Lisa Westerhof e Lobke Berkhout, campionesse mondiali del 470, i loro colleghi australiani Mat Belcher e Malcolm Page, a loro volta campioni mondiali del 470, e la spagnola Blanca Manchon, favorita nel windsurf femminile. La Manchon dovrà vedersela tra le altre con la nostra Alessandra Sensini, giunta alla sua quinta Olimpiade e finora sempre andata a medaglia.

Medaglie d’oro ai Giochi
Gran Bretagna: 24
Stati Uniti: 19
Norvegia: 17
Italia: 3

Perché guardare la vela?

Un tempo riservata ad aristocratici e milionari, la vela olimpica è diventata negli ultimi decenni uno sport decisamente più aperto e democratico: l’attrezzatura standardizzata ha diminuito i costi di partecipazione, e sin dal debutto olimpico del 1900 lo sport è stato aperto a uomini e donne. Ciononostante, la vela conserva molto dello stile e del fascino delle sue origini altolocate e offre al tempo stesso uno spettacolo complesso e avvincente, che combina sofisticazione tattica e atletismo con l’imprevedibilità del vento e delle onde. Quello che non offre è un’esperienza degna di questo nome per gli spettatori dal vivo: come al solito, nel 2012 le regate si terranno talmente lontano dalla costa che il miglior posto per seguirle sarà la poltrona davanti al televisore.

Storia della vela

La parola «yacht» deriva dal termine olandese jaghte, a sua volta derivato dal verbo jagen, che significa «cacciare» o «inseguire». Nel Diciassettesimo secolo l’Olanda era probabilmente la prima potenza marittima del mondo, con flotte di velieri all’avanguardia che solcavano gli oceani sia per scopi commerciali che di guerra. Uno dei modi in cui gli olandesi spendevano le loro recenti fortune era dilettandosi di barche a casa propria: i più ricchi si divertivano a costruire jaghte sontuosamente equipaggiati per imbarcarsi in crociere aristocratiche, feste, parate e finte battaglie. Tuttavia, non li utilizzavano per gareggiare. Un’iniezione di spirito competitivo fu introdotta, manco a dirlo, dai britannici. Carlo II, che era in esilio in Olanda, quando nel 1660 la monarchia fu restaurata tornò a Londra su uno yacht donatogli dal principe di Orange. Carlo era estasiato dal suo nuovo giocattolo, e lo era altrettanto suo fratello minore, il duca di York. Tornati a casa, i due commissionarono ciascuno una versione della nave, chiamandola con il nome della propria moglie. I due vascelli gareggiarono tra loro nell’ottobre del 1661, e l’aristocrazia britannica seguì a ruota facendo regatare i propri yacht sui fiumi e lungo la costa per l’onore, il divertimento e, soprattutto, le scommesse.

Il primo club vero e proprio dedicato alle regate veliche fu fondato a Londra nel 1815 con il nome di Yacht Club, che in seguito al patrocinio di Giorgio IV divenne il Royal Yacht Club nel 1820. Sei anni dopo il Club organizzò la sua prima regata a Cowes sull’Isola di Wight, evento che diventò il più importante della stagione velica.

Per gran parte del periodo tra la fine del Diciannovesimo secolo e l’inizio del Ventesimo, l’aspetto più conosciuto dello sport fu quello delle regate tra giganteschi yacht oceanici. Nel 1851 il Royal Yacht Squadron annunciò una gara attorno all’Isola di Wight che metteva in palio un trofeo d’argento: la coppa delle 100 ghinee del Royal Yacht Squadron. La goletta di New York America vinse la gara, e la coppa fu donata al New York Yacht Club come «trofeo challenge perpetuo». Il trofeo, attualmente noto come «Coppa America», è rimasto il più prestigioso in assoluto della vela, tuttavia sul finire del Diciannovesimo secolo iniziarono a diffondersi le gare tra piccole imbarcazioni e fu in questa forma che lo sport approdò alle Olimpiadi.

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