Gli 80 anni di Quino

Oggi è il compleanno dell'autore di Mafalda, e di mille analisi disegnate di come siamo fatti

Oggi compie ottant’anni Joaquin Salvador Lavado, conosciuto con lo pseudonimo Quino: è il fumettista autore di Mafalda, nato nella provincia di Mendoza, in Argentina il 17 luglio 1932. Mendoza è una città agricola a più di mille chilometri da Buenos Aires, era a quel tempo abitata soprattutto da italiani e spagnoli. Anche Quino (che tutti chiamano da sempre così per non confonderlo con lo zio Joaquin Tejon, pittore e disegnatore pubblicitario) era figlio di immigranti andalusi, ed era il più piccolo di tre fratelli. I suoi genitori erano repubblicani, e la nonna comunista: quando Quino aveva quattro anni ed era iniziata la guerra civile in Spagna, a casa sua si discuteva moltissimo di politica.

Quino ha frequentato la scuola di Belle Arti per due anni, ma, spiega lui stesso, «m’insegnavano a ritrarre modelli bellissimi: gessi, anfore, anatre impagliate, una chitarra… Ma io fin da piccolo volevo fare il cartoonist e mi sono rotto le palle. Ho smesso: è una cosa che rimpiango un po’, insieme alla mia mancanza di disciplina. Infatti ho dovuto imparare da solo cose che lì avrei imparato con meno fatica, come la prospettiva. Se non la conosci bene diventa un casino disegnare certe immagini, come ad esempio un campo sportivo».

Dopo la morte della madre e del padre (erano gli anni Cinquanta) Quino lasciò Mendoza per Buenos Aires dove iniziò a pubblicare su alcuni settimanali (con successo) i suoi disegni. Nel 1963 uscì il suo primo libro, “Mundo Quino”, una raccolta di fumetti umoristici muti con la prefazione dello scrittore Miguel Brasco. Brasco presentò Quino a Agens Publicidad, che stava cercando un disegnatore per creare un fumetto che fosse “una via di mezzo tra Blondie e Peanuts” (anni dopo Charles Schulz definirà Quino “un gigante”), per pubblicizzare il lancio di una linea di elettrodomestici chiamati Mansfield il cui logo conteneva una M e una A e per questo il nome di alcuni personaggi doveva cominciare con la M. Così nacque Mafalda: Agens poi non fece la sua campagna, ma a Quino rimasero alcune strisce che usò per conto proprio dopo alcuni mesi.

Mafalda è una bambina di sei anni, ha genitori qualunquisti, odia la minestra, ascolta i Beatles e con i suoi amici (Felipe, Manolito, Susanita e Libertà) si occupa di grandi avvenimenti: dalla guerra del Vietnam alla fame, dal razzismo alla questione femminista. La striscia venne pubblicata la prima volta il 29 settembre 1964 sul settimanale argentino più importante dell’epoca, “Primera Plana” di Buenos Aires. Il 9 marzo 1965 Quino interruppe il suo rapporto con “Primera Plana” e Mafalda passò al quotidiano “El Mundo”.

Nel 1966, per Natale, Jorge Alvarez Editor decise di pubblicare il primo libro di Mafalda che raccoglieva le strisce in ordine di pubblicazione e che in due giorni esaurì la tiratura di cinquemila copie. Mafalda, da lì in poi, venne tradotta e pubblicata in 20 lingue differenti. In Italia, il primo libro uscì nel 1969 per Bompiani: si intitolava “Mafalda la contestataria” e la prefazione era di Umberto Eco.

Dal 25 giugno 1973 Quino decise di non disegnare più strisce di Mafalda e dedicarsi a disegni e strisce con personaggi occasionali dedicati soprattutto al racconto e alla satira sociale e di vita quotidiana: «Ero stanco di continuare a ripetere che il mondo funziona male, che ci sono le guerre e la povertà. Niente è cambiato da allora e questa è una tristezza infinita». Quino continuò però a creare tavole umoristiche. Nel 1976 (dopo il colpo di Stato e l’instaurazione della dittatura in Argentina del generale Jorge Rafael Videla) si trasferì a Milano (dove rimase fino a due anni fa).

Nel 1993 vennero prodotti 104 episodi di Mafalda in cartoni animati, che in Italia sono stati trasmessi da Rai2. L’ultimo libro di Quino pubblicato in Italia si intitola “Quanto è cattiva la gente” (Magazzini Salani), ma in questi giorni è uscita anche l’antologia “10 anni con Mafalda“.

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