Perché Squinzi attacca Monti

Se il capo di Confindustria vuole essere utile, scrive Tito Boeri, critichi le scelte del governo prima, e aiuti a migliorarle: se no fa venire dei sospetti

In mezzo alle polemiche sull’opportunità delle critiche pubbliche alle scelte del governo da parte del presidente di Confindustria Squinzi, Tito Boeri su Repubblica spiega i suoi sospetti sulla natura di quelle critiche.

Giorgio Squinzi è un noto appassionato di ciclismo. Sarà forse per questo motivo che ha deciso di ispirare la sua personale interpretazione del ruolo di Presidente di Confindustria al temperamento di un corridore di altri tempi. Ogniqualvolta si trova a commentare una qualche scelta del governo, non trova di meglio che ripetere la celebre frase di Gino Bartali al termine di ogni gara in cui non avesse trionfato: «L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare». Peccato che ciò su cui viene chiesto il parere di Squinzi non sia il risultato di una tappa del Giro, ma le scelte di un governo che opera in condizioni di emergenza con gli occhi del mondo puntati addosso. Peccato che Squinzi non si riferisca come Bartali a una sua prestazione, non parli del tempo da lui impiegato nella salita dello Stelvio, ma intervenga a nome di tutti gli industriali italiani, impegnati oggi in una prova molto più difficile di una salita di24 chilometri. C’è sempre un tempo di apprendimento nel cambiare mestiere e speriamo che Squinzi rapidamente capisca che il suo nuovo ruolo gli pone nuove responsabilità anche sul piano della comunicazione.

(continua a leggere sul blog Triskel182)

(Photo Roberto Monaldo/LaPresse)