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  • mercoledì 4 Luglio 2012

Arafat fu avvelenato?

Lo dice un'inchiesta di Al Jazeera, che ha fatto analizzare in Svizzera i suoi effetti personali trovando parecchio polonio. L'Anp ha autorizzato la riesumazione della salma

Aggiornamento 18:32: L’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha annunciato che autorizzerà la riesumazione della salma di Yasser Arafat dopo la richiesta di sua moglie Suha Arafat. Lo dice l’agenzia di stampa Reuters.

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Yasser Arafat, storico leader palestinese, premio Nobel per la Pace e presidente dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, morì l’11 novembre del 2004 a Parigi, a 75 anni. Arafat stava molto male da giorni e morì dopo qualche giorno di coma: e tutt’ora le cause della sua morte sono sconosciute. Arafat, la cui salute era da anni piuttosto fragile, cominciò a star male il 25 ottobre del 2004, quando vomitò durante una riunione. Nei giorni seguenti le sue condizioni peggiorarono e Arafat fu visitato da medici tunisini, giordani ed egiziani, finché non si decise di portarlo in Francia, nell’ospedale militare di Percy, su un jet governativo fornito dall’allora presidente Chirac. Non furono trovate cure efficaci: Arafat entrò in coma il 3 novembre e morì una settimana dopo. Il comunicato ufficiale dei medici non forniva nessuna causa e parlava di un “misterioso problema al sangue”. La moglie di Arafat, Suha, non acconsentì a che venisse fatta un’autopsia, ma alcuni test al sangue non rivelarono la presenza di veleno.

Da allora però, come prevedibile, si sono diffuse decine di interpretazioni e leggende sulla morte di Arafat. Negli anni sono state tirate in ballo tutte le cause possibili, dalla cirrosi epatica al cancro, dall’HIV ad, appunto, un avvelenamento. Un’inchiesta di Al Jazeera riapre oggi la questione fornendo alcuni nuovi dati ed elementi e suggerendo che Arafat potrebbe essere stato avvelenato con del polonio, una sostanza altamente tossica e radioattiva. Al Jazeera dice che la sua inchiesta è durata nove mesi e ha portato la moglie di Arafat, Suha, a chiedere che il cadavere di suo marito venga riesumato e sottoposto a nuovi esami. Arafat è sepolto a Ramallah.

Al Jazeera scrive che Arafat avvertì iniziò a star male improvvisamente il 12 ottobre del 2004. E che alcuni test condotti dall’Institut de Radiophysique di Losanna, in Svizzera, sui suoi effetti personali – vestiti, spazzolino da denti, la sua kefiah, forniti dalla moglie – hanno riscontrato la presenza di livelli anormali di polonio. Quei vestiti erano impregnati, dice Al Jazeera, del sudore, della saliva, in certi casi del sangue e dell’urina di Arafat, e questo dimostrerebbe l’elevata presenza di polonio nel suo sangue. «Posso confermare che abbiamo misurato un’inspiegabile elevata quantità di polonio-210 negli effetti personali di Yasser Arafat che contenevano resti biologici», ha detto il dottor Francois Bochud, direttore dell’istituto.

Il polonio è presente nell’atmosfera ma a livelli piccolissimi e innocui nell’uomo. Su un normale paio di mutande, scrive Al Jazeera, gli studiosi hanno riscontrato radioattività pari a 6.7 mBq (milliBecquerel), su quelle di Arafat invece c’era polonio per 180 mBq. Sullo spazzolino ce n’erano 54. Altri test, condotti lungo un periodo di tre mesi, hanno stabilito che la gran parte di questo polonio – tra il 60 e l’80 per cento – non poteva provenire da fonti naturali. I medici avevano cercato inizialmente tracce di veleni più convenzionali, diciamo, e di metalli pesanti, non trovando niente: e questo potrebbe spiegare il fallimento dei primi test effettuati sul sangue di Arafat. Solo una ricerca specifica su sostanze più oscure, come il polonio, ha fornito dei risultati. Lo studio sugli effetti personali di Arafat è stato portato all’ospedale dell’Università di Losanna, il cui centro di medicina legale è considerato uno dei migliori al mondo.

Non esistono molti casi di avvelenamento da polonio e per questo non è possibile indicarne con certezza i sintomi. La più famosa vittima di polonio è Alexander Litvinenko, ex agente dei servizi segreti russi diventato poi dissidente anti-Putin, che fu avvelenato in un sushi bar di Londra e morì il 23 novembre 2006. Dopo l’avvelenamento Litvinenko soffrì di diarrea, vomito, perdita repentina di peso: tutti sintomi che riscontrò anche Arafat, scrive Al Jazeera.

Il centro di medicina legale di Losanna, accogliendo i risultati dei test, ha anche accertato l’inconsistenza di molte altre ipotesi sulla morte di Arafat. «Non ci sono tracce di cirrosi epatica, di cancro o di leucemia», ha detto il dottor Patrice Mangin, a capo del centro. I medici di Losanna hanno chiesto all’ospedale di Percy di poter ripetere gli esami sui campioni di sangue e urine prelevati ad Arafat durante il suo ricovero, ma questi sarebbero stati distrutti. Al Jazeera scrive che diversi dottori che si occuparono di Arafat in Francia hanno preferito non dare dichiarazioni perché la storia è considerata “segreto militare”. Per questo la vedova di Arafat chiede di riesumarne il corpo.

foto: JAMAL ARURI/AFP/Getty Images