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  • sabato 26 Maggio 2012

In Grecia, anche il turismo è in crisi

Le prenotazioni, a maggio, sono scese di un terzo rispetto a quelle dell'anno scorso: i prezzi scendono e decine di migliaia di posti di lavoro sono a rischio

La crisi economica e sociale in cui versa la Grecia negli ultimi mesi sta mettendo a rischio anche le entrate provenienti dal turismo nella stagione estiva. Secondo i dati diffusi dall’Associazione delle imprese turistiche greche (SETE), quest’anno le prenotazioni si sono abbassate del 15 per cento rispetto all’anno scorso, mentre, secondo il Wall Street Journal, nel solo mese di maggio sarebbero scese di un terzo rispetto al 2011.

La causa di questa crisi della richiesta verso un paese come la Grecia, da anni nella classifica dei 20 più visitati al mondo, è da collegare al timore, da parte dei turisti e delle agenzie di viaggio, che le tensioni sociali di questi ultimi mesi e l’incertezza politica ed economica del paese possano far aumentare le violenze e gli scontri in Grecia.

Per cercare di invertire la tendenza, gli operatori turistici greci hanno ulteriormente abbassato i prezzi rispetto a quelli, già ribassati, dell’anno scorso. Secondo il SETE i prezzi degli hotel e dei tour operator sono scesi in media del 15 per cento rispetto a quelli dell’anno scorso, già inferiori di circa il 10 per cento rispetto al 2010.

Una stagione turistica fallimentare sarebbe un brutto colpo per la Grecia, che basa un sesto delle sue attività economiche sul turismo. Il settore dà lavoro a circa un quinto degli occupati, concentrati ad Atene, nei siti archeologici della Grecia continentale e nelle centinaia di isole nel mar Mediterraneo.

Se la crisi delle prenotazioni continuerà con questo ritmo, scrive il Wall Street Journal, vorrebbe dire che quest’estate potrebbero esserci circa 1 milione e mezzo di turisti in meno e, di conseguenza, circa 100 mila posti di lavoro stagionali a rischio. Un fatto che farebbe partire un pericoloso circolo vizioso: oltre alla perdita di posti di lavoro, infatti, una stagione turistica del genere porterebbe a molte meno entrate per il fisco provenienti dal settore.

foto: Sean Gallup/Getty Images