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  • venerdì 25 Maggio 2012

A che punto siamo in Emilia

A cinque giorni dalla scossa più forte, c'è qualche novità sul fronte dei fondi per la ricostruzione e delle indagini sul crollo dei capannoni

Alle 12:23 di oggi nei pressi di Finale Emilia, Modena, c’è stato un nuovo terremoto di magnitudo 3.9. La scossa si è verificata a una profondità di 6,8 chilometri ed è stata avvertita in diversi comuni tra le province di Modena, Ferrara e Bologna. Da giorni si susseguono scosse di magnitudo variabile, fortunatamente inferiore rispetto al terremoto di magnitudo 5.9 di domenica mattina che ha causato i principali danni, con la morte di sette persone e il ferimento di cinquanta. Mercoledì notte si è verificato uno degli eventi sismici più forti da domenica, con magnitudo pari a 4.3, che non ha comunque causato nuovi gravi danni.

Sfollati
I disagi principali nei campi costruiti per accogliere gli sfollati sono dovuti al brutto tempo. Nella notte, nella zona di Finale Emilia un temporale ha portato molta pioggia complicando la vita alle centinaia di persone che non possono fare ritorno nelle loro case e che hanno trovato riparo nelle tende allestite dalla Protezione Civile. Si stima che nelle zone dell’Emilia colpite dalle scosse di terremoto ci siano complessivamente settemila persone sfollate, impossibilitate a rientrare nello loro case perché troppo lesionate o in attesa delle verifiche di stabilità per potervi tornare.

Numeri
L’accoglienza predisposta nei comuni conta quindi 12 campi, 46 strutture al coperto (palestre, palazzetti e altri edifici pubblici) e 14 alberghi. Nelle attività di assistenza alla popolazione sono impegnati 1.200 volontari della Protezione Civile, 700 dall’Emilia Romagna e 500 da altre regioni italiane. I sopralluoghi effettuati dai Vigili del Fuoco sono stati circa 3.000, cui vanno aggiunte le 1.000 ispezioni condotte dal Nucleo di Valutazione.

Rimborsi
Il governo ha intanto approntato i primi contributi per dare aiuto alle famiglie terremotate. A ogni famiglia senza casa saranno assegnati un massimo di 600 euro al mese per provvedere a sistemazioni autonome nella zona. Sono stati stanziati in tutto 10 milioni di euro per una prima serie di interventi urgenti nelle province di Modena, Ferrara, Bologna e Mantova. Altro denaro, circa 160 milioni di euro, dovrebbe arrivare grazie al taglio del rimborsi elettorali approvato ieri alla Camera. È passato un emendamento che consentirà di utilizzare i soldi risparmiati nel 2012 e nel 2013 per le zone del terremoto.

Agricoltura
Il terremoto ha avuto i suoi effetti anche sull’economia dell’Emilia, dove decine di imprese e di aziende agricole hanno dovuto sospendere l’attività a causa dei danni subiti o dell’interruzione di alcuni servizi. La Confederazione italiana agricoltori stima che i danni complessivi potrebbero ammontare a circa 500 milioni di euro. Ci sono i caseifici in cui sono andate distrutte decine di migliaia di forme di parmigiano, le aziende agricole con capannoni lesionati e mezzi distrutti, le imprese che producono l’aceto balsamico di Modena che hanno subito danni alle loro botti per l’invecchiamento del prodotto e molte altre aziende del settore agricolo in difficoltà.

Indagati
A Sant’Agostino, uno dei comuni più colpiti dal terremoto, ha riaperto ieri la fabbrica dove domenica mattina sono morti due operai a causa del crollo di un capannone. Settanta operai hanno ripreso a fare i turni ieri e oggi in giornata l’organico dell’impianto tornerà a cento persone. Stando alle notizie raccolte dall’ANSA, nove persone tra tecnici e progettisti della Ursa di Bondeno (Ferrara) sarebbero indagati per il crollo dei capannoni. A Bondeno un operaio è morto domenica sotto le macerie di una delle strutture dell’azienda.

Amministrazioni
Le amministrazioni locali in questi giorni si sono date da fare per dare assistenza ai cittadini e riaprire gli uffici, le scuole e altri edifici pubblici. Il ripristino delle diverse attività continua, ma richiede tempo soprattutto nei casi in cui devono essere eseguiti i controlli di agibilità e stabilità dei palazzi lesionati dalle scosse di questi giorni. Le amministrazioni pubblicano gli aggiornamenti anche sui loro siti internet: su Cronaca Comune del Comune di Ferrara, sul sito della provincia di Ferrara, su quello del Comune di Modena e sul portale della provincia di Modena.

Patrimonio storico-artistico
La valutazione dei danni riguarda anche il patrimonio storico-artistico di molti comuni, dove si sono verificati crolli in chiese e altri edifici. Il teatro comunale di Ferrara, per esempio, non sarà probabilmente agibile prima della fine dell’estate a causa dei danni che ha riportato all’interno. Sempre a Ferrara, una squadra è al lavoro presso il duomo per verificare l’entità dei danni e gli interventi di restauro che dovranno essere eseguiti. Ieri, il ministro per i Beni e le Attività culturali, Lorenzo Ornaghi, ha visitato alcuni comuni per farsi personalmente un’idea dei danni, spiegando di voler chiedere al Consiglio dei ministri “risorse specifiche” per il recupero degli edifici danneggiati. La valutazione dei danni e dei costi è ancora in corso in molte zone e richiederà tempo.