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  • mercoledì 23 Maggio 2012

Il sangue di Reagan venduto all’asta

La venerazione degli americani per l'ex presidente - soprattutto della destra - tocca nuove vette: per ora l'offerta più alta è 14 mila dollari

Aggiornamento del 24 maggio alle 16:00

L’asta per vendere la provetta con il sangue rappreso di Ronald Reagan è stata annullata. La provetta verrà donata alla Fondazione del presidente Ronald Reagan che la esporrà al pubblico. La famiglia di Reagan, la sua fondazione e il suo chirurgo avevano duramente criticato la decisione di vendere la fialetta con il sangue, giudicandola un’invasione della privacy. Nel frattempo le offerte dell’asta avevano raggiunto i 47 mila dollari.

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Ronald Reagan è uno dei presidenti americani più popolari e rispettati della storia recente negli Stati Uniti, sia dai repubblicani (il suo partito) che dai molti democratici. Tra i repubblicani Reagan gode però di una specie di venerazione: non c’è candidato che non lo citi a modello nei suoi discorsi, i tea party lo evocano come una specie di divinità, moltissimi lo considerano una specie di santo patrono del moderno partito repubblicano. Per questa ragione i detrattori di Reagan e dei suoi sostenitori l’hanno soprannominato saint Ronnie, “santo Ronnie”, con intento canzonatorio.

Paragoni e soprannomi di questo genere sono diventati più azzeccati dopo che domenica scorsa la casa d’aste PFC Auctions ha aperto un’asta online per vendere una provetta di vetro che conterrebbe un po’ di suo sangue rappreso. Secondo il venditore, la fiala proviene dal laboratorio di Columbia, in Maryland, in cui era stato analizzato il sangue del presidente Reagan dopo l’attentato che aveva subito a Washington DC il 30 marzo del 1981.

Quel giorno, il 69esimo del suo primo mandato, Reagan, la sua segretaria James Brady, il poliziotto Thomas Delahanty, e l’agente dei servizi segreti Timothy McCarthy rimasero feriti durante una sparatoria messa in atto da John Hinckley Jr. mentre uscivano dal Washington Hilton Hotel. Un proiettile perforò il polmone sinistro del presidente mancando il cuore di due centimetri. Reagan fu operato d’urgenza, si riprese e venne dimesso dall’ospedale l’11 aprile: fu l’unico presidente americano a sopravvivere a un attentato, cosa che contribuì ad aumentare la sua popolarità. John Hinckley Jr. raccontò di aver organizzato l’attentato per impressionare l’attice Jodie Foster, di cui era ossessionato. Al processo venne giudicato innocente dei 13 capi di accusa che gli vennero imputati perché incapace di intendere e di volere: da allora vive in un ospedale psichiatrico.

L’asta si chiuderà domani e al momento le offerte hanno già raggiunto i 14 mila dollari. Il venditore ha spiegato che la provetta apparteneva alla sua famiglia: sua madre lavorava nel laboratorio in cui venne analizzato il sangue del presidente dopo l’attentato e dopo l’esame ottenne dal direttore del laboratorio il permesso di conservare la fiala. La donna è morta nel novembre 2010 e il figlio è entrato in possesso della provetta. Offrì di venderla alla biblioteca nazionale intitolata a Ronald Reagan, che si disse disponibile solo ad accettarla come donazione. Il venditore ha rifiutato, spiegando: «ero un grande fan delle tesi economiche di Reagan e ho pensato che lo stesso presidente avrebbe preferito che la vendessi piuttosto che la donassi», ha scritto in una lettera che accompagna la provetta. La decisione di vendere la fiala con il sangue di Reagan ha provocato indignazione e proteste da parte di molti medici e dell’opinione pubblica statunitense. John Heubusch, direttore esecutivo della Fondazione del presidente Ronald Reagan, ha detto «se questa storia è proprio vera, è una cosa vigliacca e useremo qualsiasi mezzo legale per fermare questa compravendita».

Secondo David Graham dell’Atlantic l’asta può essere considerata grottesca, ma non è così strana. «Gli Stati Uniti sono un Paese ancora giovane – privi di sangue, ossa, e ciocche di capelli di santi vecchie secoli e anche di una chiesa di stato che li veneri – e hanno sviluppato una sorta di feticismo verso cimeli degli ex presidenti». Dopo l’attentato in cui morì Abraham Lincoln nel 1865, venne diffusa una foto delle lenzuola sporche del suo sangue a Petersen House – la casa in cui venne portato dopo l’attentato e dove morì poche ore dopo. Gli oggetti della stanza in cui morì vennero distribuiti in vari musei: il letto si trova ora al Chicago History Museum, un cuscino macchiato di sangue è conservato a Petersen House – trasformata in museo – e una sedia al Henry Ford Museum. Un copriletto macchiato e presente nella foto è invece scomparso, probabilmente rubato da alcuni cacciatori di cimeli.

All’inizio di quest’anno il carro funebre che trasportò la bara di John F. Kennedy dall’ospedale di Dallas all’Air Force One nel novembre 1963 è stato venduto per 160 mila dollari. Il vestito macchiato di sangue e indossato dalla moglie Jackie durante l’attentato è invece conservato negli Archivi nazionali. È stato donato da un anonimo e non sarà esposto al pubblico fino al 2013, anche se l’ossessione per i Kennedy non esclude che venga a sua volta venduto all’asta. Il Museo nazionale della salute e della medicina, che ha da poco riaperto a Washington DC, conserva una vertebra di James A. Garfield, il ventesimo presidente americano, con un foro causato dalla pallottola che lo uccise nel 1881.

Foto: PFCAuctions