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  • martedì 8 Maggio 2012

Il pasticcio dei conteggi in Sicilia

Diversi comuni hanno fatto confusione applicando la nuova legge elettorale regionale e le percentuali sono da ricalcolare, dice l'assessorato agli Enti locali: compresa Palermo

Aggiornamento di mercoledì 9 maggio 2012
In seguito alle polemiche e alle preoccupazioni circolate ieri, la regione Sicilia ha diffuso un breve comunicato per chiarire la corretta interpretazione della legge elettorale. Il calcolo delle percentuali di voto ottenute da ogni singolo candidato a sindaco deve essere effettuato sulla base del totale dei voti raccolti dai candidati a sindaco. In questo modo si rispetta quanto sancito dalla legge regionale, che ha bloccato il trascinamento del voto dalle liste al candidato sindaco collegato.

La regione ha quindi stabilito che in alcuni paesi, dove si era ipotizzato il ricalcolo delle percentuali, diventano sindaci al primo turno: Antonino di Guardo (Misterbianco, Catania), Giacomo Tranchida (Erice, Trapani), Fabrizio Di Paola (Sciacca, Agrigento) e Francesco Cerrito (Villabate, Palermo).

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Alle lentezze per lo scrutinio dei risultati in alcuni comuni della Sicilia si sta aggiungendo un nuovo problema, legato al conteggio non corretto dei voti. Oggi sono state segnalate diverse discrepanze tra i conteggi effettuati dall’assessorato regionale agli Enti locali e quelli effettuati dai singoli Comuni. Il problema interessa città come Misterbianco (Catania), Erice (Trapani), Villabate (Palermo) e alcune sezioni del comune di Palermo e sarebbe legato a una errata applicazione di quanto previsto dalla legge elettorale siciliana.

Il primo articolo della legge regionale 6/11, approvata lo scorso anno, prevede che non sia più valido il “voto di trascinamento”. Questo sistema consentiva al candidato sindaco di ricevere il voto della lista a lui collegata, anche se la casella con il suo nome non era stata barrata. Con la nuova legge un simile meccanismo non è più possibile: i voti vanno solo alla lista, mentre il candidato sindaco per ricevere il voto deve avere la preferenza indicata con una barra sul suo nome. Il sistema incide anche sul calcolo della percentuale, come spiegano sul Corriere della Sera: “va calcolata sulla base dei voti effettivamente espressi per il sindaco e non su tutti i votanti”. Infine, la nuova legge stabilisce che per conteggiare le percentuali dei singoli candidati non si debba tenere conto dei voti nulli, ma solamente di quelli validi. Non in tutti i comuni avrebbero applicato le regole in questo modo, cosa che potrebbe portare a diversi contenziosi e a settimane di attesa prima di sapere i nomi dei candidati eletti.