Le elezioni francesi, gli exit poll e Twitter

È un problema che riguarda sempre di più tutto il mondo: come contenere le anticipazioni su dati parziali nel tempo di internet

In vista del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, che si terrà domani in Francia, le autorità che devono sorvegliare lo svolgimento corretto delle elezioni hanno approntato un piano per assicurare il rispetto di una legge che vieta a chiunque di pubblicare prima delle 20 i risultati, parziali, ipotizzati statisticamente o definitivi, attraverso ogni mezzo di comunicazione pubblico, anche per via elettronica.

La legge in questione esisteva anche prima di questa elezione. Quel che c’è questa volta di nuovo, come sottolinea il blog del quotidiano Le Monde, è che, a differenza delle ultime elezioni, i social network come Facebook (che in Francia ha circa 40 milioni di utenti) o social media come Twitter (circa 5 milioni) permettono una diffusione rapidissima delle indiscrezioni sugli exit poll e sui dati parziali, mettendo molto più a rischio la segretezza fino alla chiusura delle urne.

Il rischio, è in realtà molto più teorico che pratico: ovvero che la pubblicazione di notizie precoci sui risultati ufficiali dello scrutino prima dell’ora prevista per la chiusura influisca sulle scelte di coloro che non sono ancora andati a votare. In questo caso, almeno teoricamente, le elezioni potrebbero venire addirittura annullate. Ma è un rischio escluso da molti osservatori ed esperti: difficile che sia rilevante il numero degli elettori intenzionati ad andare a votare all’ultimo momento, e che cambino idea in base a notizie ricevute poco prima. Ancor più difficile che simili eventi portino davvero a decidere l’annullamento del voto.

(Le foto degli ultimi giorni di campagna elettorale)

Ma per cercare di evitare il problema sul nascere, la commissione elettorale ha ottenuto dalle maggiori agenzie di sondaggi francesi la promessa di tenere sotto il massimo riserbo qualsiasi dato che dovesse arrivare prima della chiusura dei seggi. La legge prevede multe fino a 75mila euro per chi dovesse violarla. Per vigilare invece che il “silenzio internet” tenga fino alle otto di sera, dieci persone sarebbero state incaricate di sorvegliare i social network e l’intera rete, a quanto scrive Le Monde.

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