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  • venerdì 6 Aprile 2012

I 55.000 film di Salemi

La storia di una sterminata collezione di DVD e VHS donata al paese di Salemi, in Sicilia, e della lentezza con cui viene aperta al pubblico

di Massimo Di Martino

Se il signor Yong-man Kim, cinefilo newyorkese di origini coreane, avesse saputo che la sua preziosissima collezione di 55.000 DVD e VHS donata al Comune di Salemi è rimasta negli scatoloni per quasi due anni, forse, avrebbe scelto un altro modo di conservarla. Una vita dedicata alla ricerca sulla settima arte, quella di Kim, da quando, nel 1987, aprì la sua prima videoteca a St. Marks Place, nell’East Village di New York, con “appena” 8 mila titoli.

Poi la crisi, nel 2008, con l’avvento di Internet, della pirateria informatica e i prezzi folli dell’audiovisivo. Prima di mollare il commerciante coreano, che nel frattempo aveva raccolto il meglio del cinema indipendente americano e orientale, lanciò un appello sul web nella speranza di trovare un mecenate in grado di salvare la sua preziosa collezione, ponendo solo tre condizioni: tenerla intatta, aggiornarla e renderla accessibile.

All’appello nel 2009 risposero in trenta, ma il colpaccio riuscì solo a Franca Pauli e Dario Colombo della Fondazione Clio, che trovarono nell’amministrazione comunale di Salemi presieduta dal sindaco Vittorio Sgarbi una sponda favorevole. Ad appoggiare l’iniziativa c’era anche l’assessore alla Creatività, Oliviero Toscani, e nel febbraio del 2009 un container stracolmo di scatoloni arrivò dal porto di Palermo nel centro storico di Salemi, in piazza Libertà, e migliaia di dvd, direttamente da New York, vennero trasportati nella loro nuova sede dentro una folcloristica motoape.

E giù i primi entusiastici commenti: “La renderemo fruibile e la valorizzeremo – disse Sgarbi – Abbiamo avviato contatti anche con la Biennale di Venezia: penso che per il futuro ne possa nascere una proficua collaborazione. In Sicilia la collezione verrà anche digitalizzata e offerta alla fruizione degli studenti universitari”. Gli fece eco Toscani: “I newyorkesi sono molto arrabbiati per il fatto che la collezione sia finita in Sicilia. È accaduto perché Salemi è il futuro mentre New York è il passato. È questa l’unica vera ragione per cui ce la siamo aggiudicata”.

Pacche sulle spalle per tutti e grande partecipazione anche della Regione Sicilia, che dispone un contributo di 867 mila euro per il progetto biennale GI.A.C.S. (capofila Arcidonna, partner Comune di Salemi e Associazione Cici) presentato nell’ambito del Programma APQ “Giovani protagonisti di sè e del territorio” – Bando Multiazione. Il progetto, che scadrà nel giugno prossimo, prevede che il Comune di Salemi, nella qualità di ente partner, si occupi anche dell’allestimento del Centro Kim, e l’Associazione Cici dell’archiviazione e della gestione della Kim’s Video Collection.

Tutto è bene quel che finisce bene, diceva qualcuno, fino a quando Oliviero Toscani, non più assessore a Salemi dopo la rottura con Sgarbi, decise di inviare nello scorso febbraio una lettera al governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, con un appello accorato per comunicargli che la collezione Kim ”sta marcendo all’umido, in mezzo a topi e scarafaggi”. Il vicesindaco Antonella Favuzza replicò al fotografo: “L’archivio dei film è integro e custodito in ottime condizioni. Tra l’altro è attualmente oggetto di un certosino lavoro di catalogazione e di digitalizzazione per consentirne la consultazione anche attraverso il web”. Anche Antonina Grillo, coordinatrice del progetto di catalogazione dell’archivio “Kim’s Video”, che ha sostituito nel frattempo Giovanna Genco, dice la sua: “Toscani non mette piede a Salemi da oltre un anno. Non sa nemmeno dove sono custoditi i film. È il solito mistificatore. La sola cosa a cui era interessato era acquisire personalmente l’archivio, ma Vittorio Sgarbi gliel’ha impedito”.

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