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  • sabato 17 marzo 2012

Il regista di “Kony 2012” non sta bene

Jason Russell è stato fermato ieri dalla polizia di San Diego: si aggirava nudo per la strada e dava in escandescenze, è stato ricoverato in un istituto psichiatrico

Jason Russell, il regista del documentario “Kony 2012” che ha fatto molto discutere negli ultimi giorni, è stato fermato ieri dalla polizia di San Diego, in California. Secondo la ricostruzione della polizia, Russell stava girando nel quartiere Pacific Beach della città seminudo e ubriaco, mentre urlava ai passanti e rallentava il traffico. In realtà, come testimonierebbe anche un video pubblicato da TMZ e che ritrarrebbe Russell, l’uomo era completamente nudo e, secondo alcuni testimoni, avrebbe anche danneggiato lievemente alcune vetture e si sarebbe masturbato in pubblico. Russell è stato subito portato in un istituto psichiatrico. La polizia ha già fatto sapere che quasi sicuramente non sporgerà denuncia contro Russell.

Secondo un comunicato dell’associazione Invisible Children di cui è il fondatore, Russell è stato ricoverato per “spossatezza, deidratazione e malnutrizione. Le ultime due settimane sono state molto pesanti per tutti noi”, si legge nel comunicato, “specialmente per Jason che ieri ha reagito purtroppo in quel modo”. Come riporta il Los Angeles Times, alcuni dipendenti dell’associazione sarebbero stati visti piangere dopo aver saputo della notizia.

Il documentario di Russell contro Kony è stato visto su Internet oltre 70 milioni di volte in 5 giorni ed è stato considerato da alcuni il video più virale di tutti i tempi. Kony 2012 è incentrato su Joseph Kony e ha come scopo dichiarato quello di sensibilizzare sui crimini da lui commessi perché venga catturato: ma il messaggio del video e l’associazione che lo ha promosso sono stati duramente criticati per la gestione delle risorse finanziarie e per aver presentato un quadro troppo semplificato e non aggiornato della questione. Kony è ricercato per crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale ed è un ribelle ugandese che da oltre vent’anni è capo del Lord’s Resistance Army (LRA, “Esercito di Resistenza del Signore”). Il LRA, che aveva base nel nord dell’Uganda ma che è attivo in una vasta area a cavallo dei confini con i paesi vicini (Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana), si è reso responsabile negli anni di violenze gravissime contro la popolazione civile ed è noto per l’utilizzo di bambini soldato.

foto: Kris Connor/Getty Images

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