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  • mercoledì 14 Marzo 2012

L’ordinata “democrazia” cinese

Finisce l'assemblea consultiva a Pechino e Wen Jiabao promette «riforme ordinate», come in queste foto

Si chiude oggi a Pechino la sessione annuale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPPCC). Il primo ministro cinese Wen Jiabao, uno degli uomini più potenti del regime, ha detto in uno degli interventi conclusivi che la Cina ha un «urgente» bisogno di riforme sia economiche che politiche, una precisazione che ha fatto sì che il suo intervento venisse molto ripreso dai mezzi di comunicazione occidentali. Le riforme, ha specificato il primo ministro, dovranno essere «graduali e ordinate».

La CPCC venne costituita dopo la Seconda guerra mondiale e fu l’organo che scrisse la nuova costituzione del paese. Nel 1954 l’attività legislativa venne assegnata all’Assemblea nazionale, mentre la Conferenza mantenne un ruolo unicamente consultivo. Alla sessione annuale partecipano circa duemila delegati scelti dal partito comunista, da una serie di organizzazioni della società civile e da personalità indipendenti. Nei fatti, però, l’organo è sotto il controllo del partito.

La finzione della democrazia in Cina