• Italia
  • domenica 4 marzo 2012

Cosa si sa di Rossella Urru

Ancora poco: non ci sono conferme ufficiali del suo rilascio mentre alcuni siti africani stanno smentendo la notizia

Aggiornamento ore 15.48 – Sahara Media, la testata citata da Al Jazeera ieri nell’annuncio dell’imminente rilascio di Rossella Urru, oggi smentisce, tramite una sua fonte, la notizia dello scambio di prigionieri tra Urru e il terrorista maliano Abdel Rahman Madou. Anche un’altra testata online della Mauritania, Taqadoumy, ha smentito il rilascio di Urru e ha detto che il poliziotto che doveva essere rilasciato con la cooperante italiana, ossia Aal Ould al-Mukhtar, è ancora ostaggio dei rapitori. Tuttavia, Taqadoumy aggiunge che le trattative con i rapitori sono ancora in corso.

Il giorno dopo l’annuncio da parte di Al Jazeera e altri media africani, non ci sono ancora conferme ufficiali della liberazione della 29enne cooperante italiana Rossella Urru, rapita lo scorso ottobre da un gruppo di estremisti islamici in Algeria. Ieri Al Jazeera aveva citato fonti senegalesi e mauritane (come Sahara Media e l’agenzia Ani) secondo cui Urru sarebbe stata rilasciata, insieme al poliziotto mauritano Aal Ould al-Mukhtar (anche lui rapito), dai sequestratori in Mali in cambio della liberazione di alcuni terroristi, tra cui il maliano “tuareg” Abdel Rahman Madou. Madou era già stato coinvolto nel 2009 in Mali nel rapimento di una coppia italiana, Sergio Cicala, 65 anni, e sua moglie Philomene Kabore, 39 anni, originaria del Burkina Faso. Per questo rapimento Madou era stato condannato a 5 anni di carcere in Mauritania nel 2010.

Secondo quanto riporta oggi l’AdnKronos citando il quotidiano online mauritano “al-Akhbar”, “la famiglia del poliziotto mauritano è in forte ansia per al-Mukhtar perché teme che la trattativa, data ieri per riuscita, sia invece saltata”. “Ora iniziamo ad avere paura”, avrebbero detto i familiari del poliziotto, “perché il governo mauritano non parla e questo è un brutto segno”.

Il Ministero degli Esteri sinora ha tenuto un riserbo quasi assoluto sulla vicenda. Ieri ha parlato solo Margherita Boniver, inviato speciale per le emergenze umanitarie del ministero degli Esteri, che ha invitato tutti alla calma: “Ho parlato con l’unità di crisi della Farnesina, la notizia non è ancora confermata. Siamo molto cauti. Ci auguriamo però che tutto sia vero”. A circa 24 ore dall’annuncio di Al Jazeera, il ministro Giulio Terzi non si è ancora espresso sulla vicenda.

Nel pomeriggio di ieri SkyTg24 e AdnKronos avevano fatto sapere, citando fonti diplomatiche, che Rossella Urru sarebbe stata liberata e che sarebbe già in viaggio verso l’Italia. Ieri sera, su Twitter è circolata insistentemente la voce che Urru avrebbe spedito un fax al ministro degli Esteri Giulio Terzi, dicendo di stare bene. Entrambe queste ricostruzioni non sono state confermate, né dalle autorità italiane né dai familiari di Urru.

Secondo fonti dell’Agence France Presse, i rapitori avrebbero chiesto un riscatto di 30 milioni di euro per liberare Urru e i due cooperanti spagnoli rapiti insieme a lei, Ainhoa Fernández de Rincón e Enric Gonyalons. Non è stato reso noto, tuttavia, se il riscatto sia stato pagato o meno. Anche questa notizia non è stata confermata. Ieri il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Garcia-Margallo, si è recato in missione in Mali per chiedere alle autorità maliane aiuto e collaborazione per il rilascio dei due cooperanti spagnoli rapiti con Urru di cui non si sa più nulla da mesi. Garcia-Margallo, tuttavia, ha detto di aver ricevuto rassicurazioni che i due spagnoli “stanno bene”.

Rossella Urru, cooperante per il CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli), è stata rapita in Algeria lo scorso 22 ottobre, presumibilmente dal gruppo terroristico Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (Movimento Monoteista per il Jihad in Africa occidentale), una costola dissidente dell’AQMI (Al Qaeda nel Maghreb Islamico), che lo scorso dicembre ha rivendicato l’attacco al campo profughi dove operava il CISP e il rapimento di Urru.

– Chi è Rossella Urru

Foto: www.rossellaurru.it

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.