Le foto di villa Tugendhat, a Brno

Fu progettata da Mies van der Rohe negli anni Trenta ed è diventata uno dei simboli dell'architettura moderna: riaprirà a marzo dopo due anni di restauro

di Arianna Cavallo

Dopo due anni di restauro, il prossimo 6 marzo riaprirà al pubblico Villa Tugendhat, realizzata negli anni Trenta dal grande architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe a Brno, in Repubblica Ceca. I lavori, costati quasi 7 milioni di euro, sono stati finanziati dalla città di Brno, dalla Repubblica Ceca e da fondi dell’Unione europea. La riapertura sarà preceduta da una cerimonia di inaugurazione, che si terrà il 29 febbraio.

La villa era stata progettata da Mies tra il 1929 e il 1930 su commissione di Grete e Fritz Tugendhat, industriali ebrei di lingua tedesca. I Tugendhat avevano apprezzato il padiglione tedesco realizzato da Mies per l’Esposizione universale di Barcellona del 1929 e volevano una casa nello stesso stile: «desideravo esattamente una casa moderna e spaziosa con forme chiare e semplici», raccontò Grete Tugendhat nel 1969. La villa è diventata uno dei simboli dell’architettura moderna: è costituita da semplici forme geometriche, priva di decorazioni superflue – in tempi in cui il modernismo con questo approccio rivoluzionava gli stili, uno dei motti di Mies van der Rohe era less is more (meno è meglio) – e caratterizzata dall’impiego di tecnologie avanzate e materiali esotici, come l’onice e l’ebano usati per le pareti. È costruita su tre piani, circondata da un giardino e sostenuta da 29 colonne d’acciaio saldate nel calcestruzzo. La parete orientale e quella meridionale sono costituite da enormi finestre che si affaccia sul centro storico di Brno. Mies van der Rohe progettò anche i mobili, un sistema di riscaldamento e uno di sicurezza.

I Tugendhat si trasferirono nella villa nel 1930 e vi abitarono insieme ai tre figli fino al 1938, quando fuggirono dal Paese minacciato dall’invasione nazista rifugiandosi prima in Svizzera poi in Venezuela. Da allora iniziò il lungo periodo di degrado della villa che venne occupata dai nazisti, danneggiata dai bombardamenti alleati, trasformata in una scuderia dall’Armata Rossa e derubata di mobili e oggetti. Il governo comunista, salito al potere nel 1948, la usò come centro di riabilitazione per bambini con problemi alla spina dorsale fino alla fine degli anni Sessanta. In seguito la sottopose a una prima ristrutturazione, che però non rispettò il progetto originale di Mies van der Rohe. Dagli anni Ottanta la villa appartiene alla città di Brno nonostante i tentativi della famiglia Tugendhat di riottenerne la proprietà. Nel 1992 nella villa venne firmato il patto che sanciva la divisione della Cecoslovacchia nelle Repubbliche ceca e slovacca e dal 1994 è diventata un museo aperto al pubblico. Nel 2001 l’UNESCO la ha dichiarata patrimonio dell’umanità.

Ludwig Mies van der Rohe è uno dei più importanti architetti e designer del Movimento moderno, insieme a Le Corbusier – per cui Mies van der Rohe lavorò da giovane – Frank Lloyd Wright e Walter Gropius. Diresse il Bauhaus per diversi anni e negli anni Venti progettò molte abitazioni private e il monumento a Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg a Berlino. Nel 1929 realizzò il padiglione tedesco in occasione dell’Esposizione universale di Barcellona. Alla fine degli anni Trenta lasciò la Germania a causa dell’ascesa nazista e si trasferì a Chicago negli Stati Uniti. Qui divenne il preside della scuola di architettura al Chicago’s Armour Institute of Technology. Tra le sue opere più famose ci sono la casa Farnsworth a Chicago e il Seagram Building, a New York. Nel 1962 progettò la Neue Nationalgalerie, il trasparente museo di arte contemporanea di Berlino, e l’anno successivo ricevette la Medaglia presidenziale per la libertà, la più alta onorificenza civile concessa negli Stati Uniti. Morì a Chicago nel 1969, a 83 anni.

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