• Mondo
  • domenica 1 Gennaio 2012

Il 2012 della Russia

Che cosa aspetta Putin e l'opposizione il prossimo anno (e anche ieri ci sono state manifestazioni)

Il prossimo anno si preannuncia difficile per Vladimir Putin, che a marzo affronterà le elezioni presidenziali da candidato favorito. Ma le proteste contro i brogli elettorali, contro Putin stesso e contro il suo partito Russia Unita sono costantemente aumentate di coraggio e di importanza nelle ultime settimane. Nei prossimi mesi si vedrà se saranno in grado di esprimere una leadership e delle proposte chiare e unitarie, mentre il futuro politico della Russia dipenderà anche dalle condizioni economiche.

L’economia russa per ora ha dimostrato di essere stata toccata meno dalla crisi, rimanendo lontana dalla recessione dei paesi europei più in difficoltà, ma la crescita del PIL è stata ritoccata più volte al ribasso negli ultimi mesi e la situazione è aiutata dall’alto prezzo del petrolio. Il prossimo anno ci si attende anche un grande aumento della spesa pubblica statale, che peggiorerà nel medio e lungo periodo i conti pubblici del paese. Un peggioramento della condizione economica significa probabilmente anche un calo del consenso per Putin, che gli ultimi sondaggi danno ancora largamente favorito, ma in netta diminuzione del tasso di gradimento.

Le proteste
Ieri la polizia russa ha arrestato circa 60 persone durante una piccola protesta contro il governo a Mosca, a cui hanno partecipato circa 200 persone secondo la polizia. La manifestazione si è tenuta in piazza Triumfalnaya, un luogo di ritrovo tradizionale per i raduni dell’opposizione politica. Come spesso è accaduto nelle manifestazioni dell’ultimo mese, molto prima dell’inizio, programmata per le cinque del pomeriggio, le forze di sicurezza hanno presidiato pesantemente l’area della piazza. La protesta era organizzata dal movimento “Strategia 31”, che dal 2009 organizza manifestazioni ogni 31 del mese in favore del diritto di manifestazione garantito dall’articolo 31 della costituzione russa. A San Pietroburgo un’altra manifestazione ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, e una decina di arresti.

Anche ieri molti manifestanti mostravano il nastro bianco che è diventato simbolo delle proteste. Ma come scrive il Wall Street Journal, l’opposizione è ancora “un’alleanza senza nome, ampia e poco coesa, che unisce politici, intellettuali e giornalisti”. Gli organizzatori delle manifestazioni di dicembre hanno detto che il prossimo obbiettivo è quello di una grande protesta a Mosca il 4 febbraio, due mesi dopo le elezioni parlamentari, un mese prima delle elezioni presidenziali e 22 anni dopo una delle più grandi manifestazioni contro il regime sovietico.

Gli obbiettivi del movimento sono ancora poco chiari, viste le tante anime diverse che lo compongono. L’elemento unificante, per ora, è poco più che la reazione ai risultati delle elezioni parlamentari del 4 dicembre, che hanno mostrato un calo dei consensi verso Russia Unita e hanno scatenato accuse molto forti di brogli elettorali.

Il 24 dicembre, il discorso più deciso pronunciato in piazza è stato quello di Sergej Udaltsov, 34 anni, leader del movimento di estrema sinistra Avanguardia della Gioventù Rossa, che ha prima fatto riferimento alle proteste del movimento Occupy americano, chiamando i manifestanti “il 99 per cento”, poi ha insultato pesantemente Putin e le forze di governo, e ha esposto quello che potrebbe essere inteso come un programma: la cancellazione dei risultati delle elezioni parlamentari (possibilità già esclusa dal governo), nuove elezioni da tenere “sotto il controllo dei cittadini”, un nuovo governo, una nuova legge elettorale e una nuova legge fiscale, quest’ultima per eliminare la “mostruosa ineguaglianza sociale” russa. Udaltsov è stato condannato nei giorni successivi a una lieve pena carceraria.

Intanto Alexei Kudrin, ex ministro delle finanze e da molti anni alleato di Putin, si è offerto di mediare tra l’opposizione e il governo e si è presentato alla manifestazione del 24 dicembre. I principali esponenti dell’opposizione sembrano molto scettici, mentre le timide aperture sulla legge elettorale promesse dal presidente Medvedev, che avrebbero effetto solo dalla prossima legislatura, non sono state ritenute sufficienti.

La risposta di Putin
Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, si è limitato a dire che la manifestazione del 4 febbraio è permessa dalla legge, nonostante nel passato recente le autorità abbiano usato scappatoie legali per rendere più difficili le manifestazioni e forze vicine al governo non ben identificate abbiano messo in atto diverse azioni di boicottaggio.

Da parte sua, Putin ha detto diverse volte che l’opposizione manca di un programma preciso e di guide credibili. Nel suo messaggio di fine anno alla nazione, però, ha usato toni anche più decisi, e una pesante allusione sessuale, per dimostrare il suo sarcasmo, come già avvenuto in passato verso i suoi oppositori (e un simile caso riguardò da vicino anche il presidente Medvedev). Nel suo messaggio, Putin ha detto: “Naturalmente, voglio augurare a tutti i nostri cittadini, indipendentemente dalle loro tendenze politiche – a quelli che simpatizzano con le forze a sinistra, e quelli a destra, quelli sopra e quelli sotto, come volete – voglio augurare a tutti felicità e prosperità”.

Le elezioni del prossimo anno
Gli esperti dicono che il prossimo anno sarà un anno di cambiamenti politici, con la possibilità di un cambio importante tra i ministri del governo del primo ministro Vladimir Putin. Al momento nessuno dei principali leader dell’opposizione emersi nelle ultime settimane è tra gli sfidanti di Putin il prossimo marzo, mentre diversi altri candidati non sembrano seriamente intenzionati a fare opposizione frontale alle scelte del governo in carica (con i quali hanno in molti casi contatti diretti). Gli ultimi sondaggi danno Putin intorno al 45% dei consensi, in calo di quasi il 20% rispetto a un anno fa. Per evitare il ballottaggio, i candidati delle presidenziali devono superare il 50% dei voti.

Foto: AP/Mikhail Metzel