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  • mercoledì 28 Dicembre 2011

La Siria di Asma al-Assad

Per diversi anni la bella e moderna moglie del presidente della Siria è stata apprezzata dalla stampa occidentale, che ora fa finta di niente o nasconde le tracce

Il 25 febbraio 2011 l’edizione statunitense del mensile di moda Vogue pubblicò un ritratto di Asma al-Assad, moglie del presidente siriano Bashar al-Assad, intitolato “Una rosa nel deserto”. Il ritratto era estremamente positivo, e la presentava come un’elegante, bella e ricca madre di tre figli e moglie di un presidente che aveva ottenuto un “sorprendente” 97 per cento dei voti alle elezioni. L’articolo non faceva parola delle proteste in corso in molti paesi africani e arabi (la prima manifestazione a Damasco avvenne qualche giorno dopo, il 16 marzo) né della lunga tradizione repressiva del regime degli Assad, e provocò critiche molto dure da parte della stampa, tanto che il mensile di moda lo ha successivamente rimosso dal proprio sito internet, generando ampi commenti e discussioni sull’incidente.

Da allora – ricorda la CNN, che le dedica un lungo ritratto – della moglie di Assad si sa molto poco, e non è chiaro neppure se si trovi ancora in Siria. Da tempo non appare in pubblico. Secondo alcuni avrebbe lasciato il paese con l’inizio delle rivolte e potrebbe essere ritornata a Londra, dove è nata nel 1975 da un celebre cardiologo di origini siriane, Fawas Akhras, e da Sahar Otri, una diplomatica dell’ambasciata siriana a Londra, oppure trovarsi a Parigi. I genitori di Asma al-Assad erano originari di Homs, la città siriana al centro delle rivolte e delle violente repressioni di questa settimana. Lei è laureata in informatica e ha un diploma in letteratura francese: dopo la laurea, e prima di conoscere Bashar al-Assad, ha lavorato per Deutsche Bank e per J. P. Morgan. Ha sposato l’attuale presidente siriano nel 2000, e i due hanno tre figli.

Il ritratto di Vogue era uscito con una tempistica sicuramente infelice e con pesanti omissioni (l’autrice venne allontanata da Vogue e successivamente rispose sulla storia), ma non era unico nel suo genere. A lungo, dopo il matrimonio con Bashar al-Assad in Siria nel 2000, quando suo marito era da poco diventato presidente della Siria succedendo al padre Hafez, i mezzi di comunicazione occidentali dedicarono ad Asma al-Assad ritratti molto positivi, mostrandola come una donna elegante e moderna, impegnata nel sociale e a difesa dei diritti umani, paragonandola di frequente con la regina Rania di Giordania (quando non con Lady Diana). Anche lei, complici i suoi studi e la sua lunga permanenza in Occidente, era vista come potenziale interprete della modernizzazione che in molti si attendevano dalla Siria, capace di influenzare la presidenza siriana grazie al suo carisma.

I primi mesi di governo del marito avrebbero potuto giustificare l’ottimismo, dato che Bashar al-Assad diede per qualche mese la speranza di riforme e di aperture democratiche per la società siriana. Bashar aveva ricevuto una formazione come medico oftalmologo a Londra (dove frequentò probabilmente la sua futura moglie, conosciuta, a quanto racconta lei, mentre la donna si trovava in vacanza con la famiglia in Siria) e non sarebbe dovuto succedere al padre Hafez nei piani della famiglia Assad: i piani dovettero cambiare nel 1994, quando l’erede designato, Basil, morì in un incidente d’auto.

Le aperture democratiche durarono poco e nell’agosto del 2001 la “primavera di Damasco” finì con una serie di arresti e la prima stretta repressiva. Asma, ad ogni modo, continuò a essere oggetto di articoli e servizi molto positivi da parte della stampa occidentale, quando partecipava a qualche evento benefico o culturale in giro per il mondo (spesso insieme al marito). Era a capo di organizzazioni non governative che si occupavano della disoccupazione e della scolarità infantile in Siria, e continuava a essere una figura molto affascinante e presentabile per il governo siriano. Parlò più volte in favore della causa palestinese e contro le decisioni del governo israeliano.

Le speranze di qualche anno fa oggi sono del tutto rientrate. Sia chi ha conosciuto Asma al-Assad sia molti esperti e analisti di politica siriana pensano che l’effettiva influenza della moglie di Assad sulla situazione in Siria sia estremamente ridotta, e che non abbia né la forza né il reale interesse a cambiare la lunga tradizione di repressione del dissenso del regime degli Assad.