• Cultura
  • martedì 27 dicembre 2011

Quelli che fanno i supereroi

Il New York Times racconta le "ronde mascherate" che vanno prendendo piede in molte città americane, tra entusiasti, critici e scettici

«Mi sono sempre chiesto perché nessuno lo avesse fatto prima di me. Insomma, con tutti i fumetti, i film e i programmi televisivi, qualche eccentrico solitario doveva già essersi messo un costume. La vita di tutti i giorni è davvero così eccitante? La scuola e il lavoro sono così emozionanti che io sono l’unico ad aver fantasticato su questa cosa? Andiamo, siate onesti con voi stessi… A un certo punto della nostra vita tutti abbiamo desiderato essere un supereroe». Questa è la prima battuta pronunciata da Dave Lizewski, protagonista del fumetto e del film Kick-Ass, che si traveste da supereroe per combattere il crimine e sfuggire a una vita noiosa e con poche soddisfazioni. Il New York Times ha raccontato ieri la storia di un gruppo di persone che nella vita vera, non in film o fumetti, si travestono da supereroi, da ninja o da clown per pattugliare le strade di alcune città americane – tra cui Boston, Seattle, San Francisco, Milwaukee e Minneapolis – e rendere più sicura (provarci, almeno) la vita degli abitanti.

«Non è chiaro se stiano rendendo il mondo più sicuro o soltanto più strano», scrive il New York Times, che spiega che alcuni di loro vanno in giro armati di spray al peperoncino o di sfollagente, mentre altri si limitano a portare con sé cellulari e smartphone, così da avvisare subito la polizia in caso di crimini e poter anche scattare foto e girare video di quanto accade. In molti casi i poliziotti non riconoscono la legittimità delle ronde mascherate e se ne tengono alla larga, come accade a Salt Lake City, la capitale dello Utah, dov’è attivo uno dei primi gruppi di “supereroi del mondo reale”. Qui i poliziotti non li sostengono né condannano, spiegando che gli unici gruppi di pattuglia che riconoscono sono quelli addestrati da loro stessi.

I vigilantes mascherati di Salt Lake City sono attivi dal 2006 e sei mesi fa si sono dati il soprannome di Black Monday Society. Il nome del loro leader è Red Voltage dal nome della sua auto, una Dodge Charter rossa, e dal bastone ad alta tensione che usava nelle prime ronde. Il costume che indossa è in pelle rossa e nera e lo ha disegnato da solo. In realtà si chiama Roman Daniels, ha 23 anni e pattuglia le strade di Salt Lake City dal 2009. «Faccio parte del gruppo per amore della giustizia», spiega. «Chissà, magari se tutti facessimo qualcosa anziché starcene seduti restando apatici a criticare gli altri quando fanno qualcosa di positivo, insomma, se facessimo tutti qualcosa il mondo sarebbe un posto decisamente migliore e le persone potrebbero far affidamento le une sulle altre nei momenti difficili». Daniels racconta che «delle volte quando indosso il costume mi chiedo “ma quanto sono matto a fare una cosa simile?” Mi sento davvero strano e fuori di testa. Ma per la gran parte del tempo mi sento bene, mi sento davvero bene».

La ronda di Salt Lake City è stata fondata nel 2006 da Dave Montgomery, un tatuatore che ora pattuglia le strade con un costume bianco e nero fecendosi chiamare Nihilist. Montgomery era un alcolizzato e quando smise di bere decise di fondare il gruppo. Mise un’inserzione su un sito web in cui diceva di voler creare un gruppo di supereroi del mondo reale. Sei mesi dopo iniziarono le prime ronde e in pochissimo tempo il gruppo arrivò a contare fino a 19 membri, tutti mascherati e con nomi da battaglia. Adesso sono nove e pattugliano il centro di Salt Lake City almeno due volte al mese. Raccontano di non aver mai picchiato nessuno e che spesso la loro presenza basta a spaventare qualcuno o a calmare una situazione che si stava facendo tesa. Perlopiù aiutano gli ubriachi ad attraversare la strada e tornare a casa o portano cibo ai senzatetto. Il concetto, al netto dei toni xenofobi e delle maschere, non è molto distante da quello proposto in Italia con le ronde.

«Quando indossi una maschera puoi diventare chi sei veramente», spiega Montgomery. «È come una droga». Negli ultimi tempi ha ridotto il tempo delle ronde per dedicarsi alla sua bambina di 5 anni, di cui condivide la custodia insieme alla ex moglie e che dorme quasi tutte le sere da lui, tranne il giovedì e il venerdì quando Montgomery indossa il costume e si trasforma in Nihilist. «Non voglio che gli eroi siano solo una leggenda metropolitana, voglio che le persone ci guardino e pensino che nel mondo reale esistono i veri supereroi».

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