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  • venerdì 16 dicembre 2011

Il servo nero di San Nicola

In Olanda qualcuno comincia a ribellarsi a una tradizione natalizia considerata razzista

Lo scorso 12 novembre Quinsy Gario è stato arrestato a Dordrecht (Olanda) per aver indossato una maglietta con una scritta contro Zwarte Piet, il personaggio più conosciuto della tradizione natalizia nel paese. Zwarte Piet è l’aiutante di Sinterklaas (San Nicola) ed è rappresentato come un uomo nero, cosa che da tempo non piace agli attivisti che si battono per una migliore integrazione razziale in Olanda. Come spiega Jessica Olien, la storia dell’arresto di Gario ha riacceso la questione che vede contrapporsi chi vuole mantenere la tradizione e chi farebbe volentieri a meno di un servo africano al servizio di chi porta i doni a tutti i bambini olandesi.

Ogni anno, il 5 di dicembre, il giorno prima della festa di San Nicola, i bambini in tutto il paese si svegliano entusiasti per i regali e i dolciumi mentre migliaia di adulti si mettono davanti allo specchio per colorarsi la faccia di marrone e le labbra di rosso. Nei loro costumi da Zwarte Piet, riempiono le strade centrali di Amsterdam e le vie dei paesini, accompagnando l’arrivo di Sinterklaas sul suo cavallo bianco, nella tradizione olandese.

Spiegare agli olandesi più affezionati alla tradizione che quel personaggio può risultare offensivo non è semplice. Alcuni evitano il discorso, spiega Olien, mentre altri danno diverse giustificazioni. Quella più in voga è che Zwarte Piet in realtà non sia di carnagione scura, ma semplicemente sporco di fuliggine perché, sempre nella tradizione, salta da un camino all’altro per aiutare San Nicola a consegnare i regali. E allora perché non ha i vestiti sporchi di fuliggine, viene da chiedersi.

In effetti, questo tipo di spiegazione non sembra essere sostenuta dai racconti tradizionali. Il personaggio che sarebbe poi diventato Zwarte Piet compare in una storia del 1845 che si intitola “San Nicola e il suo servo”, scritta per i bambini dall’insegnante e poeta olandese Jan Schenkman. Nel racconto, Sinterklaas arriva dalla Spagna a bordo di una nave a vapore portandosi dietro un aiutante di origini africane. All’epoca della pubblicazione, il libro riscosse un grande successo, tanto da far diventare l’allegro e burlone Zwarte Piet uno dei personaggi più noti delle festività pre-natalizie nel paese. L’attuale nome del personaggio, che può essere tradotto letteralmente Pietro il nero, fu utilizzato verso la fine del diciannovesimo secolo.

Zwarte Piet divenne famoso in un momento storico in cui l’Impero coloniale olandese aveva un’influenza importante in tre continenti, con colonie in paesi lontani come l’Indonesia e l’attuale Suriname (Guyana Olandese). L’Olanda, come gli altri Stati colonialisti, era molto impegnata sul fronte del commercio di schiavi: ne trasportava migliaia soprattutto dall’Africa per venderli o utilizzarli nelle piantagioni di caffè e zucchero nelle colonie. Da qui l’invenzione dell’aiutante di colore per Sinterklaas raccontato da Schenkman e da altri uomini di cultura del suo tempo.

Ancora ai giorni nostri in Olanda viene mantenuta la tradizione del viaggio di Sinterklaas e del suo arrivo su un battello a vapore, a metà novembre. Il personaggio viene di solito interpretato da un attore molto noto nel paese e le televisioni dedicano servizi e dirette per mostrare il suo arrivo, che segna anche l’inizio delle feste verso il Natale. Ogni anno l’onore di celebrare l’approdo di Sinterklaas spetta a una città diversa. Quest’anno se n’è occupata la città di Dordrecht, dove si è verificata la controversa vicenda di Quinsy Gario.

Gario ha 27 anni, frequenta un master presso l’Università di Utrecht e ha pubblicato alcune poesie negli ultimi anni, insieme ad altre opere artistiche. Nato nella ex colonia olandese di Curaçao e cresciuto a Sint Maarten nella parte meridionale del Mar dei Caraibi, visitò per la prima volta l’Olanda nel 1987 quando aveva circa tre anni per stabilirvisi qualche anno dopo. Per molto tempo non fece particolare caso alla storia di Zwarte Piet, poi un giorno sua madre tornò a casa sconvolta: al lavoro era stata chiamata “la nostra Zwarte Piet”.

Il 12 novembre Gario si è presentato a Dordrecht con una maglietta sulla quale aveva stampato la scritta “Zwarte Piet è razzismo”. Un poliziotto lo ha notato e gli ha chiesto di abbandonare la zona dove di lì a poco sarebbe passato Sinterklaas. Il ragazzo si è rifiutato di farlo, dicendo di avere il diritto di esprimere liberamente la propria opinione, ma gli agenti l’hanno pensata diversamente. Gario è stato portato via con la forza, mentre cercava di opporsi, e trattenuto per alcune ore dalla polizia prima di essere rilasciato senza ricevere particolari spiegazioni sulla decisione di fermarlo.

Gli olandesi dicono spesso di non avere problemi con il colore della pelle delle persone. Ma per come la vede Gario (e molti altri con cui ho parlato), nei Paesi Bassi il colore della pelle delle persone è legato in maniera inestricabile con l’immigrazione: qualcosa con cui molti olandesi hanno apertamente problemi, come suggerisce il successo di alcuni politici come Geert Wilders, che ha espresso una profonda sfiducia nei confronti degli immigrati e ha chiesto di chiudere i confini. (Wilders era stato lodato in molte occasioni da Anders Behring Breivik, l’uomo dietro gli attacchi in Norvegia).

Prima di Gario altri artisti e attivisti si erano occupati di Zwarte Piet. Nel 2008, per esempio, erano state organizzate una serie di iniziative per approfondire il significato del personaggio. I media se ne occuparono e gli organizzatori iniziarono a ricevere lettere minatorie e minacce di morte, tanto da essere costretti ad annullare una marcia di protesta ampiamente anticipata e pubblicizzata. La vicenda ebbe comunque conseguenze positive, spiegano gli attivisti, perché contribuì a riaprire il dibattito sull’integrazione nel paese.

A partire dalla fine degli anni Sessanta del Novecento in Olanda ci sono comunque stati diversi sforzi per mitigare la storia del servo di colore di San Nicola. Nel 1968 è stato introdotto un nuovo personaggio, Hoofdpiet, che è in pratica il capo di tutti gli altri Zwarte Piet. E negli anni seguenti sono arrivati altri Piet come quello che si occupa di governare il battello di Sinterklaas, quello che impacchetta i regali e quello che cucina i biscotti natalizi. Si è cercato di trasformare il servo in uno dei diversi e tradizionali aiutanti “alla pari” di San Nicola.

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