Britney e gli altri adulti

Il trentesimo compleanno di Britney Spears sancisce il pensionamento di un fenomeno musicale o il suo trionfo?

La notizia che Britney Spears ha compiuto oggi 30 anni raccoglie reazioni diverse in rete: alcuni ci leggono gli anni che passano, la fine della di lei giovinezza e a volte della propria, l’esaurimento di un personaggio di non più eterna bambina. Altri, al contrario, si dicono colpiti che non li avesse ancora compiuti, convivendo con l’impressione che Britney Spears fosse in circolazione da decenni (in effetti sono quasi 13 anni). Ma effettivamente, l’effetto invecchiamento-del-divo che vale un po’ per tutti, diventa una cosa particolare quando riguarda il simbolo dell’epoca ultragiovanilistica della musica (fu la copertina dedicata a Britney Spears a sancire il nuovo corso più “pop” e commerciale della rivista americana bibbiadelrock Rolling Stone), protagonista con Take That e Spice Girls di un periodo dimenticabilissimo di arretramento anagrafico e qualitativo della musica pop, che dura tuttora. Possiamo chiederci se qualcosa sia cambiato, se le boy band non esistano più in quella forma, oppure che abbiano conquistato il panorama e oggi siano tutte boyband. Ma “l’era delle boyband” fu quella (poi precedenti si trovano fino a parecchi decenni prima) e i suoi protagonisti non hanno mostrato longevità artistiche paragonabili a quelle di altrettanto famosi artisti che li precedettero: per i Take That tornati, Britney Spears e Aguilera entrate nel mainstream, ci sono parecchi perduti alle cronache e alle classifiche, qui invitati al trentesimo compleanno di un fenomeno pop ormai storico. La musica, naturalmente, non c’entra.