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  • mercoledì 30 Novembre 2011

Lo sciopero in Gran Bretagna

Le foto delle manifestazioni contro i tagli al settore pubblico da Londra a Manchester, da Bristol a Glasgow

Oggi, mercoledì 30 novembre, i dipendenti del settore pubblico britannico sono in sciopero per protestare contro le misure di austerità decise dal governo e le modifiche al sistema pensionistico. I sindacati sono contrari alla proposta di aumentare i contributi che i lavoratori devono versare e contestano anche la scelta di estendere l’età pensionabile, obbligando quindi i dipendenti pubblici a lavorare più a lungo prima di poter andare in pensione.

I disagi principali hanno interessato le scuole pubbliche. La BBC stima che circa il 60 per cento delle 21.700 scuole in Inghilterra siano rimaste chiuse, mentre in un altro 13 per cento le lezioni sono andate avanti a singhiozzo con l’assenza di numerosi insegnanti. Nel Galles la partecipazione è stata ancora più alta con l’80 per cento delle scuole chiuse, mentre nell’Irlanda del Nord circa la metà delle scuole sono rimaste senza insegnanti. In Scozia solamente 33 scuole pubbliche su 2.700 risultavano aperte e pienamente operative.

Secondo i sindacati, in Scozia sono in sciopero almeno 300mila lavoratori del settore pubblico, mentre in Galles sarebbero almeno 170mila. Il sistema di trasporti dell’Irlanda del Nord risulta essere sostanzialmente fermo, mentre in Inghilterra ci sono stati meno disguidi e ai due aeroporti principali di Heathrow e Gatwick il traffico aereo è regolare con solo qualche cancellazione.

Sul fronte sanitario la situazione sembra essere più tranquilla. Sono state cancellate seimila operazioni di routine sulle trentamila che vengono solitamente portate a termine ogni giorno nel Regno Unito. Decine di migliaia di visite specialistiche sono state cancellate o rimandate. Chi aveva prenotato una visita potrà recuperarla entro le prossime 18 settimane, hanno specificato le autorità sanitarie.

Complessivamente, i sindacati stimano che allo sciopero stiano partecipando quasi due milioni di lavoratori. Il governo non è della stessa idea e ha da poco comunicato una partecipazione molto più bassa: stima che allo sciopero partecipino un terzo dei dipendenti pubblici.