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  • giovedì 17 Novembre 2011

Occupy London verso lo sgombero

L'amministrazione di Londra ha ordinato ai manifestanti di liberare il suolo pubblico entro le 18, se no chiederà all'Alta Corte di autorizzare un intervento forzato

L’amministrazione della città di Londra ha comunicato ai manifestanti di Occupy London, che da settimane occupano l’area antistante la cattedrale di St. Paul, che hanno tempo fino alle 18 ora locale per abbandonare il loro accampamento. L’ordine si applica soltanto alla parte di accampamento collocata sul suolo pubblico: il grosso del presidio si trova all’interno del terreno di proprietà della cattedrale, che fino a questo momento non ha deciso di attivarsi per allontanare i manifestanti (e anzi li ha sostenuti).

Gli avvisi di sgombero sono stati apposti dai funzionari dell’amministrazione sulle tende dei manifestanti, che hanno detto di non avere intenzione di andarsene. L’ordine arriva dopo un mese di colloqui e tentativi di gestire la situazione, tutti falliti. Se i manifestanti non libereranno il suolo pubblico, recita l’avviso, l’amministrazione di Londra sporgerà ricorso all’Alta Corte così da ottenere l’autorizzazione allo sgombero. Una procedura che potrebbe richiedere del tempo, settimane. Stuart Fraser, alto dirigente dell’amministrazione di Londra, ha detto che «i manifestanti hanno rifiutato un’offerta ragionevole che gli avrebbe permesso di restare fino al nuovo anno: ora si va in tribunale». Pochi giorni fa l’amministrazione aveva deciso proprio di riprendere l’azione legale contro Occupy London.

I manifestanti di Occupy London sono accampati fuori dalla cattedrale di St. Paul dal 15 ottobre. Per ragioni di sicurezza la cattedrale è stata chiusa al pubblico, cosa che non accadeva dai tempi della Seconda guerra mondiale. I funzionari della cattedrale avevano intentato una causa contro i manifestanti ma hanno poi deciso di sospenderla dopo le dimissioni del decano della cattedrale Graeme Knowles, che non era d’accordo con l’idea di sgomberare l’accampamento: «Mi sono dimesso perché penso che l’azione intentata dal Capitolo poteva portare a della violenza nel nome della Chiesa», ha spiegato.

I cartelli di Occupy London