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  • giovedì 10 Novembre 2011

La condanna di Julius Malema

Il giovane e controverso politico sudafricano è stato estromesso per cinque anni dal partito del presidente Zuma

Il Congresso Nazionale Africano (ANC), il partito che governa il Sudafrica dalla fine dell’apartheid ed è guidato dal presidente Jacob Zuma, ha estromesso il controverso leader della sua sezione giovanile, Julius Malema. Da tempo Malema era entrato in conflitto con Zuma per le sue posizioni provocatorie e razziste, accusate di compromettere il percorso di pacificazione e ricostruzione del paese dopo la fine dell’apartheid.

Lo scorso 13 settembre Julius Malema era stato condannato per incitamento all’odio per avere cantato una canzone popolare ai tempi dell’apartheid durante una manifestazione politica. In un primo momento il presidente Zuma aveva cercato di difenderlo dicendo che il partito non avrebbe dovuto espellerlo ma aiutarlo a diventare un buon leader. Negli ultimi tempi però gli attacchi di Malema contro Zuma sono aumentati, fino a mettere apertamente in discussione la sua leadership e la sua ricandidatura alle prossime elezioni del 2014.

La decisione estromette Malema dal partito per almeno cinque anni e di fatto sgombra il campo dall’unico avversario davvero temibile per Zuma alle presidenziali. C’è comunque molta preoccupazione per le reazioni che questa decisione provocherà. I sostenitori di Malema si sono già scontrati ripetutamente con la polizia negli ultimi mesi. Le misure di sicurezza al quartier generale dell’ANC a Johannesburg sono state rafforzate.

Noto soprattutto per la sua ignoranza e per le sue sparate razziste, Malema ha basato la sua ascesa su una violenta propaganda populista. Parla di nazionalizzazione forzata di banche e miniere, sul modello di quanto accaduto in Zimbabwe. Si scaglia spesso e volentieri contro i bianchi nonché contro lo stesso Zuma, cita spesso come modelli Fidel Castro, Muammar Gheddafi e Robert Mugabe. Il leader del partito dell’opposizione Alleanza Democratica, Helen Zille, lo ha definito un “dittatore in standby”. L’anno scorso Malema era già stato diffidato da usare quella canzone durante le manifestazioni: l’uso dell’espressione “spara al boero” era stato considerato incostituzionale.