Riapre il Bolshoi di Mosca

La storia del più celebre teatro di Mosca, costruito nel 1856 e chiuso per restauri dal 2005

di Augusto Comé

L’edificio storico del teatro Bolshoi di Mosca riapre finalmente al pubblico. Era stato chiuso nel 2005 per dei mastodontici lavori di restauro e verrà inaugurato il 28 ottobre con un gran concerto di gala. La riapertura del Bolshoi si preannuncia come l’evento mondano dell’anno, a Mosca: a riaprire non è un semplice teatro ma un vero e proprio tempio della cultura nazionale russa. Nonostante i lavori di restauro, il teatro in questi anni ha continuato ad ospitare alcuni spettacoli: nel 2000 infatti è stato aperto un nuovo edificio per ospitare le rappresentazioni durante gli anni di chiusura dell’edificio storico, che continuerà a funzionare anche in futuro. Oggi dunque il teatro dispone di due sale indipendenti.

Il Bolshoi deve molta della sua fama alla rinomata tradizione ballettistica e operistica russa. Il suo palcoscenico ha visto le première di capolavori come Voevoda di Čajkovskij e la Cenerentola di Prokofiev. Ha lanciato artisti del calibro di Ekaterina Maksimova e Majja Pliseckaja. Pliseckaja ha avuto una vita molto difficile: il suo talento ineguagliabile le valse il titolo di prima ballerina assoluta, ma le sue origini ebraiche e l’essere figlia di un “nemico del popolo” le costarono incessanti vessazioni da parte delle autorità sovietiche.

Come da tradizione, il Bolshoi e il Marinsky di San Pietroburgo – il teatro rivale –
continuano a essere centri di vivace produzione artistica e a sfornare nuovi talenti. Nel 2001, per esempio, Nikolay Tsiskaridze, un ballerino di origini georgiane di 28 anni, è stato insignito della massima onorificenza in campo artistico, diventando il più giovane Artista del Popolo di sempre.

In russo Bolshoi significa “grande”. Nel 1825, l’anno in cui fu fondato, il monumentale teatro era secondo per dimensioni soltanto alla Scala di Milano. Raso al suolo da un incendio, venne ricostruito nel 1856 in onore dell’incoronazione dello zar Alessandro II. L’edificio, sul quale svetta un Apollo alla guida del carro solare, è il miglior esempio di neoclassicismo moscovita. Fu progettato dall’architetto italo-russo Alberto Cavos, che ebbe il merito di creare un vero e proprio gioiello d’ingegneria acustica, che per lunghi anni valse al Bolshoi la fama di migliore teatro al mondo.

La struttura però si deteriorò rapidamente. Durante l’Unione Sovietica, non fu mai oggetto di una ristrutturazione complessiva e gli innumerevoli rappezzi non fecero altro che aggravarne le condizioni sia dal punto di vista architettonico che acustico. Il teatro perse gradualmente il suo smalto originale a tal punto da scomparire, nel 2000, dalla lista delle migliori cinquanta sale da balletto al mondo.

I lavori di restauro, durati sei anni, sono stati scanditi da continui ritardi, scandali e sospetti di corruzione. Il costo dell’operazione è aumentato smisuratamente in corso d’opera fino ad arrivare a circa 700 milioni di euro. Pare che all’inizio non fossero state valutate correttamente le condizioni fatiscenti in cui versava l’edificio. Molti però sospettano che il bilancio sia stato gonfiato e che ci si trovi davanti ad un nuovo “affare Mebetex”, il caso di corruzione che mise in difficoltà la famiglia Eltsin durante il lavori di ristrutturazione del Cremlino. Una procura moscovita ha già lanciato un’inchiesta per appropriazione indebita di una quindicina di milioni di euro contro lo studio di
progettazione Kurortproekt.

Nonostante tutti questi problemi, Michail Sidorov, portavoce dell’impresa che supervisiona l’operazione ristrutturazione, assicura che oggi il Bolshoi ha finalmente riacquistato lo splendore di un tempo. La stagione, che dà amplio spazio ai grandi classici russi, si aprirà con Ruslan e Ludmilla di Michail Glinka e La bella addormentata di Čajkovskij.