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  • giovedì 6 ottobre 2011

Chi sono quelli di Occupy Wall Street

L'Atlantic racconta le cinque facce più visibili del movimento senza leader

Occupy Wall Street si definisce come un movimento “orizzontale”, senza capi né gerarchia. Tutte le decisioni, dice, vengono prese nelle riunioni che si tengono a Zuccotti Park, la piazza vicino a Wall Street occupata dai manifestanti. In oltre quattro settimane di proteste, però, qualche persona è comparsa più spesso di altre in televisione e qualcuna è stata protagonista di episodi che hanno avuto molta attenzione. L’Atlantic ha raccolto qualche informazione sulle cinque persone più celebri – finora, e per quello che vale – del movimento.

Jesse LaGreca – LaGreca ha 28 anni ed è uno scrittore di New York. Sta lavorando al suo secondo romanzo. Mercoledì 28 settembre è stato intervistato da un giornalista di Fox News per On the Record, un programma di attualità condotto da una celebre giornalista televisiva della Fox, Greta van Susteren. L’intervista non è stata mandata in onda, ma è comparsa il 3 ottobre sul sito del New York Observer (che ne ha pubblicato anche la trascrizione). Nell’intervista LaGreca attacca molto duramente Fox News e il modo in cui i mezzi di comunicazione, in primo luogo i più conservatori, influenzano in negativo la vita politica del paese. Il discorso, molto articolato e diretto, è stato notato e ripreso da molti siti di informazione statunitensi, da Gawker al Washington Post.

Patrick Bruner – Bruner ha 23 anni, vive a Brooklyn e ha appena finito il college. Cerca lavoro da quattro mesi. Da quando sono iniziate le proteste di Occupy Wall Street, è stata una delle persone che hanno parlato più spesso con la stampa ed è identificato come il principale portavoce del movimento. Qualche giorno fa ha messo in giro la voce che venerdì scorso avrebbero suonato i Radiohead, notizia poi rivelatasi falsa. Bruner ha dovuto scrivere una email di scuse a nome del movimento.

Jeanne Mansfield – Mansfield è stata una delle persone colpite con spray urticante dal poliziotto Anthony Bologna lo scorso 24 settembre, e ha descritto la reazione eccessiva della polizia in un reportage sul Boston Review, il bimestrale politico-letterario in cui lavora. La sua descrizione degli eventi è stata molto ripresa, e secondo molti, senza il comportamento aggressivo della polizia alla manifestazione del 24 settembre, Occupy Wall Street sarebbe rimasto per molto più tempo fuori dall’attenzione dei mezzi di comunicazione.

David Graeber – Graeber, 50 anni, è l’unica persona di questo elenco che avesse una qualche notorietà prima dell’inizio delle proteste. Antropologo e attivista anarchico (una delle sue pubblicazioni, del 2004, si chiama “Frammenti di un’antropologia anarchica”), è lettore di antropologia sociale a Goldsmiths, University of London, e scrive su diversi quotidiani, tra cui il Guardian. Proprio sul Guardian ha scritto un editoriale lo scorso 25 settembre per illustrare gli scopi del movimento, di cui è stato uno degli organizzatori iniziali.

Betsy Fagin – La biblioteca della piazza occupata, chiamata People’s Library, ha ricevuto molta attenzione sui mezzi di comunicazione. Chi l’ha pensata è Betsy Fagin, una schiva ragazza di Brooklyn che ha studiato letteratura e scrittura creativa, e che ha pubblicato cinque libri di narrativa e diverse poesie presso piccole case editrici.

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