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  • giovedì 15 Settembre 2011

La condanna a morte di Duane Buck

La sentenza fu viziata da pregiudizi razziali, ma se il governatore del Texas Rick Perry non concederà un rinvio sarà eseguita oggi

Oggi lo stato del Texas potrebbe eseguire la condanna a morte di Duane Edward Buck, condannato nel 1998 per l’omicidio di due persone sulla base di una sentenza che i suoi avvocati ritengono viziata da pregiudizi razziali. Il suo destino è ora nelle mani del governatore del Texas, Rick Perry, che durante uno degli ultimi dibattiti delle primarie repubblicane ha ottenuto il più grande applauso della serata proprio quando il moderatore ha detto che sotto il suo governo il Texas ha ucciso 234 persone. Perry è noto, tra le altre cose, per essere un grande sostenitore della pena capitale.

Buck fu condannato per avere ucciso la sua ex fidanzata Debra Gardner e un’altra persona a Houston nel 1995. Non ha mai contestato l’accusa di omicidio, ma i suoi avvocati stanno cercando di mettere in discussione la condanna a morte perché lo psicologo che aveva fatto da consulente dei giudici durante il processo aveva scritto nel suo rapporto finale che Buck avrebbe avuto più probabilità di compiere altri crimini in futuro perché nero. «Nessuno dovrebbe essere condannato a morte sulla base di un pregiudizio razziale», ha detto l’avvocato di Buck, Kate Black.

In Texas è in vigore dal 2001 una legge che proibisce esplicitamente di considerare l’origine etnica di una persona come un fattore che possa aumentare le possibilità di commettere un crimine. Nonostante questo martedì pomeriggio la Commissione statale che si occupa di questo genere di casi ha respinto la richiesta di Buck di trasformare la condanna a morte in una pena di minore entità.

La decisione ora spetta al governatore Rick Perry, che ha il potere di rinviare la condanna di trenta giorni. Se Perry concedesse un rinvio, gli avvocati di Buck avrebbero il tempo di presentare la richiesta per una nuova udienza in tribunale. Negli anni scorsi lo stato del Texas ha accolto tutte e sei le richieste dei condannati a morte che avevano chiesto un rinvio dell’esecuzione sulla base dello stesso motivo a cui si appella Buck.

Nessun governatore durante il suo mandato ha visto passare così tante condanne a morte quanto Rick Perry. In questo senso il suo nome è legato soprattutto al caso Willingham, una delle vicende più discusse di esecuzione di una pena di morte per un uomo sulla cui colpevolezza, negli anni successivi alla condanna, sono stati sollevati pesanti dubbi. Perry rifiutò di rimandare l’esecuzione nonostante alcune nuove perizie avessero suggerito maggiore prudenza, e secondo alcuni ostacolò la commissione che doveva rivedere il caso. Soltanto martedì scorso lo Stato del Texas ha ucciso un uomo di nome Steven Michael Woods, giudicato colpevole dell’omicidio di due persone più di dieci anni fa a Dallas. Woods si era sempre detto innocente.