• Mondo
  • giovedì 8 settembre 2011

Qui era passato lo tsunami

A sei mesi dal disastro in Giappone, le foto di Associated Press mostrano che cosa è cambiato nei luoghi devastati da terremoto e tsunami

Sono passati sei mesi dal terremoto di magnitudo 9 nel nord-ovest del Giappone, che ha portato a una serie di onde anomale che hanno colpito la costa devastando interi paesi. I nomi di quei luoghi per noi remoti e sconosciuti, come Miyagi, Fukushima e Sendai, sono diventati tristemente familiari nei giorni dopo il disastro, quando si sono iniziati a contare i morti e i dispersi e a valutare i danni causati dallo tsunami. Si stima che siano rimaste uccise quasi 16.000 persone e che ci siano stati circa 6.000 feriti, mentre il livello di distruzione di intere aree abitate è stato tale da far stimare una spesa di almeno 300 miliardi di dollari per rimettere in sesto il paese.

In questi mesi i lavori di ripristino sono andati avanti senza interruzioni e in diverse aree della costa iniziano a essere visibili i primi progressi. A dimostrazione della rapidità degli interventi, fece scalpore la riparazione di un intero tratto di autostrada in appena sei giorni. Molte zone sono ormai prive di detriti, opera che ha richiesto un enorme sforzo organizzativo, e sta iniziando la ricostruzione delle infrastrutture e dei primi edifici. In altri punti le cose vanno maggiormente a rilento, principalmente a causa della grande entità dei danni causati dal terremoto e dalle onde anomale. Associated Press ha pubblicato una serie di fotografie che mostrano l’evoluzione e i progressi nei lavori di ripristino da metà marzo a oggi per fare un confronto, con l’auspicio che tutto possa tornare un giorno com’era prima dello tsunami.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.