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  • mercoledì 31 Agosto 2011

I saccheggi di Londra e la musica indie

Il principale magazzino della più importante compagnia di distribuzione indipendente è stato raso al suolo durante le violenze di agosto con grave danno per le etichette più piccole

Aggiornamento:
L’incendio al magazzino della Sony avrebbe fatto parte della strategia di un gruppo di professionisti, che avrebbero utilizzato il fuoco come diversivo mentre saccheggiavano il magazzino, e avrebbero scelto il momento degli scontri consapevoli che l’attenzione delle autorità sarebbe stata concentrata su altro.
Lo racconta il Telegraph:

Il magazzino della Sony è stato l’obiettivo di una spedizione ben organizzata da parte di professionisti del mestiere, che hanno agito approfittando degli scontri.
Alcune fonti della sicurezza del magazzino hanno rivelato che i primi accorsi a saccheggiare il magazzino avevano attrezzi specialistici per il taglio dei metalli, e hanno impiegato due ore per aprire un varco ed entrare nella recinzione senza preoccuparsi di quello che avveniva intorno.
Inoltre avevano radunato alcuni furgoni che hanno fatto entrare nei varchi e li hanno caricati di quello che portavano fuori dal magazzino.
[…]Dopo aver caricato quello che volevano, per coprire le loro tracce i rapinatori hanno invitato altre gang, questa volta improvvisate, ad entrare nel magazzino e finire il lavoro, in modo che il loro furto si mescolasse tra i saccheggi estemporanei.

Durante i saccheggi e le violenze dell’inizio di agosto, a Enfield, nella parte nord di Londra, un incendio ha raso al suolo un magazzino di tre piani e 20.000 metri quadri, di proprietà di Sony DADC. L’edificio conteneva dischi e cd che avrebbero dovuto essere distribuiti sul mercato dal gruppo Pias. Pias è la compagnia indipendente di vendite, marketing e distribuzione più grande del Regno Unito, e l’incendio del deposito ha gravemente danneggiato le case di produzione di cui il gruppo si occupa.

Oltre duecento case discografiche sono state messe in difficoltà, perché migliaia di loro cd, dvd e dischi sono rimasti distrutti nell’incendio, mentre Pias lavora per riportarle in attività. Il futuro di alcune etichette, di alcuni artisti e di alcuni rivenditori resta incerto.

Pias ha lanciato un “piano logistico di ripresa”, e assicura che le nuove uscite delle etichette indipendenti di cui gestisce la diffusione continueranno ad essere disponibili nei negozi di musica. Sony ha predisposto un centro di distribuzione in Hertfordshire e si è accordata con un nuovo partner, Proper Music Distribution, che si prenderà carico dei suoi clienti in alcune aree.

Il fondatore e amministratore delegato di Pias, Kenny Gates, ha ringraziato pubblicamente tutti quelli che avevano mandato i loro auguri e mostrato la loro solidarietà alla compagnia e alle etichette discografiche e ha istituito un fondo di emergenza in associazione con l’Association of Independent Music (AIM) e con The British Recorded Music Industry (BPI), che alla sua apertura contava già 350.000 sterline.

Il Guardian ha pubblicato una tabella realizzata dal sito di musica Drowned in Sound. La tabella raccoglie tutte le informazioni sulle etichette e sugli artisti danneggiati dal rogo del magazzino. Le case discografiche citate nella tabella sono 216.

(AP Photo/Karel Prinsloo)