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  • mercoledì 3 Agosto 2011

Liberata la ragazza di Sydney

Uno sconosciuto le aveva legato un apparecchio esplosivo intorno al collo nel ricco sobborgo di Mosman

16,40. La polizia ha comunicato che la ragazza è al sicuro dopo un’operazione durata dieci ore, durante la quale non aveva mai parlato con i genitori. La ragazza si chiama Madeleine Pulver, suo padre è un importante manager australiano, William Pulver.

16,13: la ragazza è stata liberata.

15,10: tra gli australiani (e non solo) in rete in attesa di notizie, sta generando molta indignazione il titolo del tabloid inglese Sun: “Bomba attaccata al collo di una ragazzina ricca”.

14,48: Mosman è un sobborgo elegante e residenziale a nordest di Sydney. All’inizio di questa storia su internet e su Twitter (dove è seguitissima da subito, prima che si muovessero i media internazionali) qualcuno aveva provato a fare delle battute di gusto mediocre sulla classe sociale della ragazza e la fama della zona.

14,44: l’ufficiale di polizia Murdoch, in comando dell’operazione dall’inizio, dice che ci stanno ancora lavorando e che è complicato. “L’umore della ragazza è buono, la situazione seria”.

14,31: è stata annunciata una conferenza stampa a minuti.

(Photo by Ryan Pierse/Getty Images)

14,21: sono ormai sei ore che l’emergenza è iniziata. A Sydney è buio e gli artificieri sono tuttora nella casa della ragazza con la sua famiglia.

12,43: la polizia ha fatto sapere che la ragazza è tranquilla ed è assistita dalla famiglia, “stiamo ancora cercando di capire di cosa si tratti e di cosa non si tratti”.

12,35: dopo aver chiesto pazienza e discrezione la polizia da un’ora non ha dato nuove notizie sugli sviluppi della situazione nella casa di Mosman.

11,41: un responsabile della polizia ha definito la situazione come “molto delicata” e ha detto di non poter confermare che la bomba sia legata al collo della ragazza, ma che comunque le è molto vicina e non se ne può separare.

Aggiornamento 11,20 italiane: la ragazza è in casa con gli artificieri. La polizia ha diffuso un comunicato in cui definisce l’ordigno “molto elaborato”.

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Nel tardo pomeriggio di mercoledì la polizia di Sydney è stata chiamata a intervenire nel sobborgo di Mosman da una ragazza di diciotto anni a cui uno sconosciuto avrebbe legato al collo un apparecchio esplosivo non meglio definito, ma le notizie sono ancora confuse. Insieme all’apparecchio ci sarebbe stato anche un messaggio di minacce di altre esplosioni: la polizia sospetta che si tratti di una forma di ricatto nei confronti della ricca famiglia della ragazza. La zona è stata chiusa e alcune case evacuate.