(L to R) Daniel Martinez, Carlos Carias, Manuel Pop and Reyes Collin, four military men accused of an extra-judiciary execution of 252 farmers in 1982, await in court during their trial, in Guatemala City, on July 25, 2011. The killing was one of the bloodiest slaughters during the 1960-96 civil war in Dos Erres village, in departament Peten, 600 km north of Guatemala City. AFP PHOTO/Johan ORDONEZ (Photo credit should read JOHAN ORDONEZ/AFP/Getty Images)
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  • martedì 26 Luglio 2011

Il processo per le stragi in Guatemala

Quattro ex soldati sono accusati di avere ucciso e stuprato oltre 200 persone in un villaggio nel 1982, durante la guerra civile

(L to R) Daniel Martinez, Carlos Carias, Manuel Pop and Reyes Collin, four military men accused of an extra-judiciary execution of 252 farmers in 1982, await in court during their trial, in Guatemala City, on July 25, 2011. The killing was one of the bloodiest slaughters during the 1960-96 civil war in Dos Erres village, in departament Peten, 600 km north of Guatemala City. AFP PHOTO/Johan ORDONEZ (Photo credit should read JOHAN ORDONEZ/AFP/Getty Images)

A Città del Guatemala, la capitale del Guatemala, è iniziato il processo contro quattro ex soldati accusati di aver partecipato al massacro di oltre 200 persone nel villaggio di Dos Erres. L’episodio è avvenuto nel 1982 nel corso della lunga guerra civile durata dal 1960 al 1996, in cui guerriglieri e ribelli hanno combattuto cercando di rovesciare le varie dittature militari che si sono succedute in quegli anni nel paese. Si tratta del secondo processo in cui dei soldati vengono accusati per delle stragi compiute contro i civili. Il primo si era concluso nel 2004 con la condanna di 13 soldati, ma il verdetto venne ribaltato in appello.

Stando alle indagini, il tenente e i suoi assistenti Manuel Pop and Reyes Collin facevano parte dei Kaibiles, le forze di sicurezza di élite del paese addestrate per missioni speciali e per operazioni di contro-guerriglia. Sono accusati di aver partecipato alla strage di Dos Erres, quando il 6 dicembre del 1982 le truppe governative entrarono in un villaggio in cerca di armi rubate dai guerriglieri ad alcuni soldati, e non trovandole accusarono comunque gli abitanti di collaborare con i ribelli. Alcuni sopravvissuti hanno raccontato che, prima di venire brutalmente uccisi, gli uomini sono stati torturati dai soldati e spogliati dei loro beni, mentre le donne e le bambine sono state stuprate. Cesar Ibanez, uno dei testimoni, ha raccontato alla corte che un soldato strappò un pezzo di carne dalla costola di un abitante del villaggio rimasto ferito e la porse al suo superiore che aveva detto di «essere affamato e aver voglia di carne».

I cadaveri degli abitanti di Dos Erres, perlopiù indigeni Maya, vennero gettati in un pozzo. Le loro salme furono riesumate a partire dagli anni Novanta, dopo la fine della guerra civile. In tutto sono stati recuperati i resti di 171 persone, tra loro almeno 67 al momento della morte avevano meno di 12 anni. Quello di Dos Erres è uno dei tanti massacri messi in atto dai militari guatemaltechi con l’intento di eliminare tutte le comunità sospette di proteggere o simpatizzare con i ribelli.

Tutti e quattro gli accusati si sono definiti innocenti e hanno spiegato che quel giorno non si trovavano nel villaggio. Il tenente Carias ha raccontato alla corte che «quel giorno alle cinque di pomeriggio delle persone vennero a dirmi che c’erano stati dei problemi a Dos Erres ma siccome non si trovava nella mia giurisdizione non ho potuto fare niente per aiutarli. Le ho mandate a chiedere aiuto in altri villaggi». Carias comandava una zona che si trova a circa dieci chilometri da Dos Erres.

foto: JOHAN ORDONEZ/AFP/Getty Images