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  • venerdì 15 Luglio 2011

Le creative proteste bielorusse

Nell'Europa orientale sono molto diffuse forme di protesta "alternative", come far suonare i cellulari o indossare secchielli da spiaggia

Mercoledì 13 luglio alcuni manifestanti bielorussi hanno inscenato una protesta nella capitale Minsk, in piazza Yakub Kolas, che consisteva unicamente nel far suonare i cellulari, o far loro riprodurre della musica, alle otto di sera. I manifestanti erano mescolati alla gente che ogni giorno frequenta abitualmente la piazza e nessuna altra azione li ha distinti da loro. Si tratta della sesta protesta settimanale consecutiva, organizzata principalmente attraverso internet, che si tiene nel paese dell’Europa orientale, in cui dal 1994 è al potere il governo autoritario di Vladimir Lukaschenko.

Mentre nelle scorse settimane le istruzioni degli organizzatori dicevano di iniziare ad applaudire ad un orario stabilito, questa volta hanno invitato i partecipanti a fissare le sveglie dei loro cellulari alle otto di sera. Il cambiamento, spiega il New York Times, è motivato dal tentativo di limitare gli arresti, dato che la polizia, nelle scorse manifestazioni, ha riempito i luoghi stabiliti di agenti in borghese e ha fermato ogni volta centinaia di persone (secondo un’organizzazione locale per i diritti umani, gli arresti sarebbero stati circa 1.800 dall’inizio delle proteste in giugno). Anche nell’ultima occasione ci sono stati alcuni arresti, e un portavoce del ministro dell’interno bielorusso, Konstantin Shalkevich, ha confermato che la linea del governo è quella di stroncare sul nascere tutte le manifestazioni simili.

La protesta “delle suonerie” è riuscita a limitare i danni per i partecipanti, ma le testimonianze raccolte dal quotidiano statunitense dicono che ne ha sofferto la visibilità: circa un minuto dopo le otto nessun cellulare stava suonando, e il rumore si era appena sentito al di sopra del brusio della vita quotidiana dell’affollata piazza Kolas. Come fa notare il New York Times, questi nuovi metodi del dissenso pongono insomma nuovi problemi: organizzare un concerto di suonerie collettivo e simultaneo si può ancora chiamare “protesta”? E all’opposto, per quanto riguarda la polizia, si può arrestare qualcuno solo perché fa suonare il cellulare?

Forme alternative e inusuali di proteste cittadine si stanno verificando in molti paesi dell’est europeo, particolarmente dove i movimenti di opposizione politica sono limitati e repressi in varia misura dai governi. Nessuna di queste proteste è riuscita a mobilitare un largo numero di persone e a creare dunque una vera minaccia al potere centrale; si tratta soprattutto di manifestazioni diffuse tra i giovani e organizzate tramite internet.

In Russia ci sono i cosiddetti “secchielli blu”, le persone che attaccano sui tettucci delle macchine (o indossano sulla testa) dei giocattoli da spiaggia in plastica per protestare contro i privilegi nel traffico dei funzionari di governo garantiti dal lampeggiante blu sulle automobili. In Azerbaijan, dove la repressione delle manifestazioni è molto forte, piccoli gruppi di persone si radunano in luoghi pubblici e danno vita a brevi e improvvise battaglie con le spade o danze popolari. In Ucraina le attiviste del gruppo Femen organizzano periodicamente proteste in cui si denudano per manifestare contro riforme previdenziali o altri temi sociali. E in termini di comunicazione, avrete notato, funziona.

foto: AP Photo, Sergei Grits